Sicurezza
Quel Centro Alzheimer mai decollato nei locali dell’ex scuola
Taccini (Un futuro per Coreglia): «L’edificio è disabitato e soggetto al degrado. Un’occasione persa per il paese»
coreglia. Una cattedrale nel deserto, a pochi passi da uno dei "Borghi più belli d'Italia". La ex scuola elementare del capoluogo, venduta nel 2015 dal Comune all'Asl, sarebbe dovuta diventare un Centro Alzheimer destinato a utenti residenti in Mediavalle. Peccato che, questo, servizio non sia mai partito. L'affare lo ha fatto l'amministrazione comunale, che ha incassato dall'azienda sanitaria la somma di 430 mila euro, utilizzata per contribuire alla costruzione della nuova scuola del paese. Un investimento in servizi pubblici, per ora non bilanciato da un effettivo utilizzo dei locali. E il Centro Alzheimer per ora resta sulla carta. Il consigliere comunale di opposizione Piero Taccini, del gruppo Un futuro per Coreglia, ha deciso di vederci chiaro.
«L’immobile della ex scuola di Coreglia capoluogo, è disabitato, incustodito e soggetto a incurie ed eventi atmosferici che ne stanno causando il deterioramento - afferma Taccini -. Risulta che l’amministrazione abbia chiesto all’Usl di Lucca la concessione gratuita per dare in uso le stanze alle associazioni del luogo». La storia è travagliata, visto che la scuola sarebbe dovuta essere consegnata all' Asl a fine 2014. Poi sopraggiunsero problemi con la ditta appaltatrice dei lavori, e i tempi slittarono. In contemporanea l'ente sanitario versò nelle casse comunali 430.000 euro, decurtandone 20.000 dalle condizioni originarie. Uno "sconto" che avrebbe dovuto portare la rivalsa del Comune nei confronti dell'impresa costruttrice, che versava in cattive acque. Da quel momento lì, sulla ex scuola è calato l' oblio. «L’immobile era stato acquistato per un’altra destinazione d’uso e, senza niente togliere alle associazioni di volontari, farne l’uso per il quale sono stati spesi tutti quei soldi pubblici non era affatto una cattiva idea - sostiene il consigliere -. Un centro Alzheimer nel nostro territorio sarebbe potuto diventare un fiore all’occhiello e avrebbe contribuire anche ad aumentare l’occupazione». Il caso è politico, ma tocca all'Asl fare le scelte: «Idee tante, concretezza poca e tanti soldi buttati al vento. L’immobile continuerà a degradarsi e i malati di Alzheimer dovranno cercarsi un altro centro». —
Nicola Bellanova
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