Il dolore
Stalking su un’educatrice Arrestato richiedente asilo
Ieri mattina in piazza San Francesco la donna è stata aggredita dal 29enne «Io ti ho scelta, devi sposarmi», le ha gridato brandendo una pietra
«Devi venire via con me. Io ti ho scelto e tu devi sposarmi, non puoi rifiutare». Con queste parole un 29enne della Guinea aggredisce l’educatrice di una struttura di accoglienza del centro storico. Con un braccio tenta di portarla via con sé, mentre con l’altro – secondo la polizia – brandisce una pietra di fiume con fare minaccioso.
L’ennesima aggressione ai danni di una donna è andata in scena ieri mattina in un locale di piazza San Francesco. Attorno alle 8,30, una 35enne che si occupa di fornire assistenza ai richiedenti asilo ospitati in una struttura del centro storico, come d’abitudine va a fare colazione al bar assieme a un collega. Qui si imbatte in una vecchia conoscenza: un migrante originario della Guinea, che fino a qualche tempo fa era ospite nella struttura in cui lei presta servizio. L’uomo, peraltro già espulso dal centro per comportamenti violenti e anti-sociali e di conseguenza escluso dai benefici riservati ai richiedenti asilo, si è invaghito della donna: da circa un anno la segue, l’aspetta fuori dal lavoro e le dice che devono sposarsi perché lui ha scelto e al suo Paese, in Africa, funziona così. Il netto rifiuto della 35enne non è sufficiente a far desistere lo straniero che una sera la segue fino alla macchina e la costringe a chiudersi dentro. Una persecuzione che impone alla donna di cambiare le abitudini: cerca di non rimanere da sola e quando deve uscire si fa accompagnare da amici e colleghi. Fino a ieri, però, l’operatrice non si è mai decisa a sporgere denuncia: del resto il 29enne non le sembrava pericoloso e forse, avrà pensato lei, poco a poco si sarebbe dimenticato. Ma così non è stato.
Negli ultimi tempi il richiedente asilo, definito un tipo un po’ strano, è sempre più irrequieto: qualche settimana fa, ad esempio, tenta di rientrare nella struttura di accoglienza da cui è stato espulso. Ma è talmente su di giri che sbaglia porta e danneggia l’ingresso di un’abitazione privata. Per questo episodio su di lui pende già una denuncia. C’è poi un’altra segnalazione, riguardante il suo modo di giocare con alcuni bambini in un parco, che dei genitori non gradiscono al punto da allertare le forze dell’ordine.
Ieri mattina, infine, l’aggressione all’operatrice. Nel momento in cui l’uomo afferra la donna per un braccio, in sua difesa intervengono le persone presenti nel bar e lo straniero viene allontanato. Ma all’esterno del locale continua a dare in escandescenze: urla, minaccia e brandisce la pietra. Parte la chiamata al 113 e sul posto arrivano gli uomini della squadra Volanti della polizia, diretta dal commissario Fabio Scalisi. Da prima gli agenti cercano di far ragionare il richiedente asilo ma non c’è verso di calmarlo. Così ingaggiano un corpo a corpo, che solo per la loro bravura e per il sangue freddo che dimostrano, si conclude senza feriti da ambo le parti. Il migrante viene arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e stalking: in tasca ha altre tre pietre simili a quella che brandiva poco prima donna. Viene condotto in tribunale per la direttissima: il giudice convalida l’arresto ma lo rimette in libertà con obbligo di firma giornaliero in questura e un divieto di avvicinamento alla vittima. L’auspicio è che la misura sia sufficiente a tenerlo lontano. —
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