Sicurezza
Chiuse tre sale operatorie: i pavimenti sono da rifare
Difetti nella fase di costruzione, i tavoli non poggiano perfettamente a terra. Il concessionario si accolla l’intervento: sistemerà tutte e 12 le stanze
LUCCA. Un’imperfezione quasi impercettibile. Una differenza di quota di circa un millimetro nel piano della pavimentazione delle 12 sale operatorie del San Luca. Un difetto che impedisce ai tavoli per gli interventi di poggiare perfettamente al suolo. Piccolezze direbbe qualcuno, ma, trattandosi di sale operatorie di un ospedale praticamente nuovo (inaugurato il 12 maggio 2014 e costato quasi 160 milioni di euro) non si può soprassedere. Così l’Asl ha preteso che a eliminare il difetto fosse Sat, la società concessionaria (in project financing) per i lavori relativi alla realizzazione del San Luca e degli tre nuovi ospedali della Toscana (Pistoia, Massa e Prato).
Al momento dei collaudi tecnico-funzionali, questo dislivello è passato inosservato e di conseguenza non è stato subito contestato alla società. Ma, poco a poco, durante l’utilizzo delle sale operatorie l’imperfezione è diventata palese a tal punto da indurre l’azienda sanitaria a chiedere il rifacimento della pavimentazione in tutte e 12 le sale operatorie. Il concessionario, dopo un po’ di bracci di ferro, ha accettato di accollarsi i lavori che sono partiti in questo mese di novembre. Il costo è stimato in 20-30mila euro. Per non creare disagi ai pazienti in attesa di un intervento, la direzione del presidio ha deciso di frazionare i lavori e di chiudere solo tre sale alla volta, per consentire il regolare funzionamento delle altre nove. Il secondo lotto di sale sarà messo a posto durante il periodo delle feste natalizie, quando gli interventi chirurgici programmati diminuiscono. «Nessun aumento delle attese», garantiscono dall’Asl. Si vedrà.
Del resto le 12 sale operatorie del San Luca, finora non sono mai state utilizzate a pieno regime: innanzi tutto perché sono tante; secondo perché non c’è personale a sufficienza per farle funzionare tutte assieme.
L’intervento di rifacimento dei pavimenti prevede anche la sostituzione del pvc, il materiale termoplastico che riveste il piano del suolo: quello attuale aveva cominciato a sciuparsi e verrà sostituito con un tipo di pvc più resistente agli agenti chimici solitamente utilizzati per pulire e sterilizzare le sale operatorie dopo le operazioni.
«Siamo soddisfatti – spiega l’ingegner Nicola Ceragioli, responsabile unico dei rapporti con il concessionario – La società ha accettato di risolvere il problema, per di più fornendo una pavimentazione di livello qualitativo migliore. Se non avessimo trovato l’accordo i lavori sarebbero stati a carico dell’Asl». Resta il fatto che si tratta di un’altra piccola pecca per un ospedale nato con diversi problemi: dall’elisuperficie inutilizzabile perché troppo vicina alle case, sino all’impianto di depurazione che ha dovuto essere adeguato alle attuali normative sullo scarico delle acque reflue. —
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