Il dolore
Sei ore di filmati per stabilire chi finirà al dibattimento
Sono 37 gli antagonisti accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale durante il corteo del 10 aprile 2017 contro il G7 dei ministri degli Esteri
Luca Tronchetti / LUCCA
Sarà un’udienza preliminare fiume quella prevista martedì 27 novembre di fronte al gup Antonia Aracri. Un’udienza fiume per valutare con la massima attenzione gli avvenimenti del 10 aprile 2017 quando, in occasione del G7 dei ministri degli Esteri, il corteo autorizzato degli antagonisti di fronte a Porta San Jacopo entrò in contatto con le forze dell’ordine che reagirono con due cariche disperdendo i manifestanti. Per quei fatti la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 37 manifestanti provenienti dalle province di Lucca, Viareggio, Pisa, Massa, La Spezia, Firenze e da altre città italiane. Tutti, a vario titolo, sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
I FILMATI
Saranno fondamentali per l’individuazione delle persone che dovranno rispondere del loro comportamento di fronte al giudice del dibattimento i filmati realizzati nel corso della manifestazione dalla polizia scientifica oltre a quelli effettuati da giornalisti e reporter che seguirono lo svolgimento del corteo sino alla rottura del blocco e alle cariche della polizia. Si tratta di sei ore di “girato” video che verranno visionate con la massima attenzione dal giudice dell’udienza preliminare. Un lavoro certosino che richiederà l’intera mattinata e che si concluderà con la decisione di rinviare a giudizio tutti o parte degli indagati. Perché se da un lato è facile individuare il gruppo di antagonisti che si diressero verso Porta San Jacopo - proteggendosi dietro una rete metallica e al grido «via la polizia, non ci fermerete» - venendo in contatto con i reparti speciali anti sommossa delle forze dell’ordine, dall’altro è operazione decisamente più complessa riuscire a fissare il momento in cui alcuni manifestanti che reagirono alle cariche lanciando sassi e pietre verso poliziotti e carabinieri. Vista la delicatezza e la complessità dovuta anche il numero degli indagati l’ufficio del giudice delle indagini preliminari ha deciso di dedicare un’udienza straordinaria fuori ruolo in cui si discuterà solo ed esclusivamente di quel procedimento penale. D’altronde nessuno degli indagati ha scelto un rito alternativo (patteggiamento o abbreviato) per uscire dal processo. Anche perché l’istituto della prescrizione gioca a vantaggio delle difese.
L’INDAGINE
La procura delegò gli accertamenti alla Digos diretta dal commissario Leonardo Leone. Originariamente erano state 44 le persone denunciate con 9 fogli di via, uno strumento repressivo a discrezione del questore legato alla presunta pericolosità sociale. Il corteo, fino a Porta S. Jacopo, era stato assolutamente pacifico. 350 manifestanti che con cartelli e slogan avevano contestato l’organizzazione del G7 e la militarizzazione della città. Poi una cinquantina di antagonisti deviarono il percorso previsto - era autorizzato il corteo lungo metà anello della Circonvallazione - dando il via agli scontri. —
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