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Lucca

iniziativa di Conflavoro pmi 

Azienda e istituzioni a confronto sulla vicenda della Nora Spirale

Azienda e istituzioni a confronto sulla vicenda della Nora Spirale

Al vertice anche i rappresentanti del consorzio intenzionato a rilevare l’azienda Intanto la Lega ha presentato un’interrogazione in parlamento, a rischio 42 posti

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PESCAGLIA

In arrivo un tavolo di confronto e, parallelamente, un’interrogazione parlamentare, sul caso dell’azienda Nora Spirale di Monsagrati. Stabilimento in cui lavorano 42 persone e destinato alla chiusura.

Il tavolo di concertazione è quello organizzato per domani, nella sua sede, da Conflavoro Pmi. Tavolo al quale, invitato, prenderà parte il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti. Allo stesso tavolo sono stati invitati anche l’Ad di Spirale Andrea Macasso, Gianfranco Simoncini per la Regione Toscana, il presidente della Provincia Luca Menesini, il consigliere regionale Stefano Baccelli e il consigliere del comune di Lucca delegato al lavoro Roberto Guidotti. Con loro sono stati invitati anche il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e l’ingegner Maurizio Galea della direzione generale di OjSolution, il consorzio presieduto dall’imprenditore Mario Burlò che avrebbe manifestato interesse a rilevare l’azienda.

«Il tavolo è stato convocato da Conflavoro Pmi – si legge nella nota dell’associazione di categoria – allo scopo di conoscere nel dettaglio la situazione documentale della Nora Spirale e, principalmente, per permettere ai presenti di proporre azioni volte sia alla tutela dei lavoratori sia al mantenimento di un sito produttivo nel territorio della provincia di Lucca, possibile proprio grazie al loro know-how».

Parallelamente da parte della Lega viene annunciata un’iniziativa a livello parlamentare. «Assieme al capogruppo in consiglio regionale della Lega Elisa Montemagni – annuncia l’onorevole Donatella Legnaioli – ci siamo prontamente attivate sul caso dell’azienda Nora Spirale di Pescaglia, anche producendo, da parte mia, una specifica interrogazione parlamentare depositata nei primi giorni di ottobre. Presumibilmente già dalla prossima settimana, potremmo avere dal governo una risposta in merito. La vicenda è complessa, e purtroppo, negli ultimi giorni, non sono emerse novità tali da far sì che la vertenza si possa sbloccare positivamente».

«Pare, infatti – prosegue la deputata leghista – che la stessa azienda non dia alcun segnale di apertura e quindi è fondamentale che della cosa se ne occupi direttamente il governo. Nel mio atto chiedo se lo stesso governo sia a conoscenza di questa criticità, e per cercare di far uscire ancor di più ufficialmente allo scoperto la società, intendo sapere quali siano le reali intenzioni dei vertici aziendali e quali azioni, a livello governativo, si possano mettere tempestivamente in atto per preservare i 42 posti di lavoro che sono, a questo punto, fortemente a rischio. Mi auguro, dunque che nei prossimi giorni, ascoltando la risposta del Ministero competente, si possa, dunque, conoscere quale sarà il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie che stanno vivendo in ansia questo periodo ricco d’incognite». —



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