La manifestazione
Una chiesa gremita per le esequie di Loreno
Ai funerali i vertici nazionali e regionali dell’Assotabaccai oltre al questore Di Ruberto e al prefetto Visconti
LUCCA
Capelli bianchi, volti segnati dalle rughe del tempo che scorre inesorabilmente e occhi inumiditi nel ricordo di un caro amico che se n’è andato. Il quartiere di San Vito si è fermato ieri pomeriggio alle 15 per salutare Loreno Catelli, 82 anni, tra i fondatori dello storico omonimo bar-ricevitoria-tabaccheria al Tondo di San Vito, un punto di riferimento non solo per la comunità, ma per tutta la provincia di Lucca. Gli anziani, ma anche quelli che lo hanno conosciuto in tarda età hanno un unico modo per definirlo: «Una brava persona».
Perché Loreno Catelli, «Chiappino» per chi lo conosceva da ragazzo, sapeva farsi voler bene da tutti. Una persona mite, con uno stile british, incapace di alzava la voce e che aveva fondato la sua esistenza su tre cardini fondamentali: famiglia, lavoro e sport. Era un cattolico fervente, Loreno. Frequenti i suoi viaggi a Gerusalemme e l’amicizia per i frati della Madonnina - Silverio e Luciano - che assieme a monsignor Pietro Gianneschi, 81 anni, coetaneo di Loreno, e a don Piero hanno concelebrato il rito funebre manifestando un trasporto e una commozione sincera.
Sul sagrato della chiesa di San Vito poco prima dell’inizio della cerimonia religiosa si è radunata una piccola folla. C’erano tanti commercianti con in testa il presidente dell’Associazione nazionale tabaccai giunto sino a Lucca per portare il suo personale cordoglio e quello degli associati. E poi tanti esercenti della Piana e della Lucchesia - con Endro Luchi visibilmente emozionato - titolari di bar e ricevitorie. Per tributargli l’ultimo saluto sono giunti anche Attilio Visconti, prefetto di Pavia e già capo di gabinetto alla prefettura di Lucca dal 1998 al 2003 e l’attuale questore di La Spezia, Francesco Di Ruberto che dal giugno 2010 fino a luglio 2013 è stato vicario della questura di Lucca. Tutti legati alla famiglia Catelli. Commovente l’abbraccio di Giovanni, che con la sorella Cristiana e mamma Iva ha condiviso la malattia del babbo sostenendolo sino all’ultimo istante, con la gente che attendeva all’ingresso della chiesa.
Confcommercio, attraverso le parole del presidente Ademaro Cordoni e del direttore Rodolfo Pasquini, hanno espresso il loro cordoglio «Per il legame stretto che l’associazione ha sempre avuto con la famiglia Catelli a cui va il nostro abbraccio affettuoso e commosso». —
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