Sicurezza
Pensionato a giudizio per violenza sessuale su una bambina di 8 anni
Secondo l’accusa il settantacinquenne amico di famiglia avrebbe approfittato della piccina in assenza dei genitori
LUCCA. Un’accusa terribile per un settantacinquenne pensionato della Piana: atti sessuali compiuti ai danni di una bimba di otto anni. Una piccina, figlia di una giovane coppia di vicini di casa, che lo identificava come un nonno buono e premuroso. Come una persona di famiglia, gentile e comprensiva che offriva cioccolatini e caramelle e che la riempiva d’affetto.
Un anziano, all’apparenza inoffensivo, che nel corso del tempo si era guadagnato la fiducia incondizionata soprattutto dei genitori della bambina. Una coppia di quarantenni che si assentava per andare a lavoro lasciando la figlioletta in compagnia del vicino di casa. Erano certi che l’uomo l’avrebbe protetta e assistita. Invece, stando all’accusa, quel pensionato ha tradito la loro fiducia. Stando al racconto fornito dalla bambina dapprima alla mamma, poi ai carabinieri e infine agli assistenti sociali durante l’incidente probatorio, un giorno di aprile dello scorso anno quel «nonno», quando babbo e mamma erano andati a lavoro, avrebbe chiuso a chiave la porta di casa sincerandosi che non potesse entrare nessuno e quindi sottoponendo la piccola alla limitazione della libertà personale. A quel punto, abusando delle condizioni di inferiorità psicofisica della piccina, l’avrebbe presa in braccio, nonostante la sua volontà contraria, l’avrebbe costretta a subire atti sessuali. Un episodio di una gravità inaudita che, se fosse confermato in sede di dibattimento, costerebbe all’imputato una pena che oscilla tra i 7 e i 14 anni di reclusione visto che la violenza sessuale sarebbe stata compiuta nei confronti di una persona che non ha ancora compiuto 10 anni.
LA DIFESA E IL PROCESSO Il legale dell’anziano contesta l’impianto accusatorio. Altrimenti avrebbe chiesto il giudizio abbreviato di fronte al giudice dell’udienza preliminare. Il suo assistito infatti sostiene che il gesto compiuto nei confronti della bambina è stato male interpretato e che lui non ha mai palpeggiato la piccina nelle parti intime. Il processo di fronte al collegio ieri è stato rinviato per lo sciopero nazionale dei penalisti.
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