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Studente insultato sul bus la lettera dei professori «No alle discriminazioni»
lUCCAUna lettera dei docenti dell’Isi Machiavelli-Paladini-Civitali per dire “no” alle discriminazioni. Una lettera che arriva dopo l’episodio che ha visto protagonista un giovane cingalese insultato...
lUCCA
Una lettera dei docenti dell’Isi Machiavelli-Paladini-Civitali per dire “no” alle discriminazioni. Una lettera che arriva dopo l’episodio che ha visto protagonista un giovane cingalese insultato da un autista dell’autobus. «Alcune settimane fa abbiamo appreso dalla stampa di un atto vessatorio da parte di un autista di un autobus nei confronti di un ragazzo - scrivono i docenti - ebbene quel ragazzo è un alunno del nostro istituto, un ragazzo educato e studioso, che, come tutti i ragazzi non può e non deve essere oggetto di discriminazione. La scuola è il luogo dove accoglienza e integrazione, rispetto e condivisione, istruzione e formazione sono le parole chiave per la crescita di ogni cittadino. Il signore che ha pronunciato frasi deliranti, sulla base di una presunta diversità di origine, si è reso protagonista, di fronte a tutta la comunità, di comportamenti inaccettabili e non merita di esser nominato ma di essere additato come esempio negativo e deleterio di fronte a tutti. Il Collegio docenti del nostro istituto si è espresso all’unanimità a sostegno del ragazzo, poche ma sentite parole con le quali i docenti e tutto il personale della scuola intende testimoniare i valori espressi nella Costituzione e gli obiettivi che la scuola persegue come baluardo di democrazia. - Caro ragazzo, caro alunno, caro cittadino - continuano - siamo tutti insieme a esprimere la nostra più profonda e convinta solidarietà per il fatto che ti ha visto oggetto di ignobile vessazione di stampo razzista. La scuola, l'istituzione, il personale docente e non docente sono al tuo fianco, senza se e senza ma, ribadendo il valore assoluto della dignità di essere a prescindere dalla provenienza geografica, dal colore della pelle, dall'appartenenza a qualsiasi confessione religiosa. Auspichiamo per te, anzitutto, e anche per noi che questo clima di degrado culturale finisca quanto prima per lasciare spazio alla condivisione, al dialogo, al rispetto così come sancito dalla nostra carta costituzionale. Il nostro è un abbraccio collettivo». —
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