Sicurezza
Festa al Rex per i 102 anni del decano degli albergatori
Giovanni Barbieri da 29 anni è proprietario dell’hotel a due passi dalla stazione ma a Lucca ha avuto molti altri alberghi e ristoranti, dalla Buca all’Universo
LUCCA. Martedì 20 novembre ha spento 102 candeline ma di andare in pensione non ci pensa nemmeno. Tutte le mattine, da 29 anni a questa parte, Giovanni Barbieri si alza e trascorre la sua giornata nell’hotel Rex, solo l’ultimo degli alberghi che nella sua lunghissima carriera di imprenditore è passato dalle sue mani.
«Ho avuto dieci attività a Lucca tra ristoranti e alberghi», dice orgoglioso il «patriarca dell’hotel Rex». Così l’ha definito sua figlia Elisabetta che, insieme a suo fratello Giorgio, si occupa direttamente della gestione dell’albergo. Venticinque camere a due passi dalla stazione e da Porta San Pietro che, proprio grazie allo spirito di iniziativa di Giovanni Barbieri hanno rivisto la luce nel 1989 dopo un periodo di chiusura che sembrava aver decretato la fine di questa struttura.
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Ma la storia di quello che potremmo definire il “decano degli albergatori lucchesi”, comincia nel 1947 quando Giovanni Barbieri e sua moglie Ida Carzani, originari lui del mantovano e lei del ferrarese, finita la guerra e dopo un periodo trascorso a Monsummano (ndr: avevano anche lì un albergo) decidono di trasferirsi a Lucca. «Qui c’era mio fratello Giulio che stava alla Lorenzini quindi decisi di raggiungerlo. Ho cominciato con la Buca di Sant’Antonio - racconta Barbieri che, nonostante l’età, ha mantenuto una memoria di ferro - Era il 1947 e a quel tempo l’attività prevedeva il ristorante ma anche le camere. Dopo ho avuto il ristorante dell’hotel Universo e nel 1960 sono passato al locale Il Giglio». Ma non si è fermato qui. Perché nella sua carriera Barbieri ha gestito anche “La Luna” in via Fillungo e per 25 anni quello che oggi si chiama “Il piccolo hotel Puccini” in via di Poggio. «Sono stato io a creare la porta laterale del ristorante Il Giglio - racconta Barbieri svelando un piccolo aneddoto- la Soprintendenza non mi dava il permesso e io la feci ugualmente. Questo mi costò sei mesi di arresto. Poi però capirono che non era stato un errore realizzarla e alla fine non dovetti pagare nemmeno una multa».
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Dopo tutte queste gestioni “illustri”, nel 1989 è arrivato il punto fermo dell’hotel Rex. «È stato un investimento importante - spiega la figlia Elisabetta - ci ha lavorato anche la mia mamma che è venuta a mancare nove anni fa. La nostra è una famiglia laboriosa: anche babbo ha fatto sì l’imprenditore ma ha sempre lavorato in cucina o in sala». Ma i ricordi lucidi di Barbieri tornano indietro, fanno un salto nel tempo e arrivano a prima della seconda guerra quando lui viveva ancora a Sermide, in provincia di Mantova. È qui che conobbe e sposò Ida Carzani. «Scappava dai bombardamenti a Ferrara - racconta - e trovò rifugio a Sermide. Io ero appena tornato dalla Libia: sono stato in Africa dal 1940 al 1943, quando riuscii finalmente a scappare. La notte sogno ancora i morti, uno sopra l’altro - continua mostrando le foto di quel periodo scattate dal suo amico Nello Bocchini di Collodi - facevo l’autista al campo di aviazione: portavo le munizioni, la benzina e rifornimenti vari. Da ragazzo - aggiunge - sognavo di diventare pilota ma purtroppo soffrivo di vertigini e quindi ripiegai sull’autista». Un lavoro che, prima della guerra in Libia, svolgeva proprio per conto della famiglia Mussolini. «Ho fatto da autista a Bruno Mussolini, figlio di Benito - conclude - era un uomo taciturno, parlava molto poco. Quando morì nel 1942 a Pisa io ero a Bengasi: lo seppi dalla radio».
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