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Addio a Loreno Catelli l’ultimo dei fondatori della storica ricevitoria

Luca Tronchetti
Addio a Loreno Catelli l’ultimo dei fondatori della storica ricevitoria

Con i fratelli Lido, Lelio e Guglielmo ampliò il bar di San Vito Era il padre di Giovanni, vice presidente nazionale tabaccai

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LUCCA

Se ne va in punta di piedi, com’era nel suo stile british, l’ultimo e il minore dei fratelli Catelli «fondatori» dell’omonimo bar-ricevitoria-tabacchi al Tondo di San Vito datato 1907, quando l’allora piccolo locale, ritrovo di avventori che giocavano a carte e bevevano un bicchiere di buon vino, era di proprietà dei Pardini, nonni per parte di madre, dei Catelli. Loreno Catelli, 82 anni, è venuto a mancare nel tardo pomeriggio circondato dall’affetto dei suoi cari: l’adorata moglie Iva Roberti e i figli Cristina e Giovanni, vice presidente nazionale dell’associazione tabaccai, a cui aveva passato da 20 anni il timone del locale gestito assieme al nipote Davide. Una coppia inossidabile quella formata da Loreno e Iva che proprio il 9 maggio scorso avevano festeggiato i 55 anni di matrimonio. Nonostante la pensione, almeno sino a un po’ di tempo fa, Loreno Catelli tutte le mattine alle 6,30 era presente nel locale trasformato nel corso degli anni in un bar moderno e spazioso. Una ricevitoria leader assoluta nel settore giochi e scommessi. La Dea Bendata si è spesso fermata al bar Catelli regalando anche vince favolose. E di questo Loreno ne andava orgoglioso



Lavoro e sport le grandi passioni del co-fondatore del piccolo impero commerciale. Perché Loreno Catelli - come i fratelli Lido «Gambaccia», Lelio «Mecca» e Guglielmo - aveva trascorsi da calciatore. Lido e Lelio, i fratelli maggiori nati rispettivamente nel 1923 e nel 1925, sono stati gli ultimi prodotti locali a condurre la Lucchese in serie A nella stagione 1946-47. Guglielmo e Loreno invece hanno avuto una carriera più modesta. Il primo, classe 1927 scomparso nel 2006, ha militato in serie C nell’Arezzo e nella Carbosarda. Loreno, che doveva conciliare lavoro e calcio, è stato per anni alfiere dell’AS Lucca - la squadra che tra la metà degli anni 50 e l’inizio degli anni 60 militò in IV Serie sfidando la Lucchese - giocando poi nel Camaiore. Aveva iniziato nell’ Astor Lucca, considerata la squadra dei preti perché la sede era in piazza del Suffragio nella stanzetta adibita a canonica dal parroco di San Paolino. Alla famiglia Catelli le condoglianze della redazione de Il Tirreno —



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