Toscana
Photolux come uno scrigno di tesori della fotografia
Al via le sette mostre in Palazzo Ducale, più workshop, letture portfolio e dibattiti Tra le foto in esposizione anche quella vincitrice del World Press Photo
Lucca
Un ragazzo che corre, avvolto dalle fiamme. È la foto che ha vinto l'edizione 2018 del World Press Photo, uno dei premi più prestigiosi al mondo, e dal 17 novembre al 9 dicembre si potrà vedere a Palazzo Ducale insieme con altre bellissime immagini. L'occasione è Photolux, la manifestazione biennale quest'anno nella versione ridotta, poiché il festival vero e proprio si terrà nel 2019. L'appuntamento attuale, tuttavia, non ha niente di minore: il programma prevede sette mostre a pagamento, oltre a sei workshop, due letture portfolio e quattro dibattiti – a ingresso gratuito - a cui parteciperanno grandi nomi della fotografia, tra cui Gianni Berengo Gardin e molti autori protagonisti delle esposizioni. Sei di queste ultime saranno allestite a Palazzo Ducale, mentre una – del Leica Award - nella chiesa dei Servi: 12 euro il biglietto d'ingresso, apertura 10-19,30 tutti i giorni.
La foto del giovane in fiamme è del venezuelano Ronaldo Schemidt che l'ha scattata il 3 maggio 2017 a Caracas, capitale del suo Paese, durante una manifestazione popolare contro il presidente Maduro. Gli scontri furono violentissimi e i dimostranti appiccarono ovunque incendi: José Victor Salazar, 28 anni, prese fuoco quando il serbatoio di una moto esplose. Subito soccorso, è sopravvissuto riportando ustioni di primo e secondo grado. Il drammatico momento della sua corsa è stato scelto come scatto dell'anno tra le 73mila immagini – relative al 2017 - giunte alla giuria del World Press da oltre 4500 fotografi di 125 diversi Paesi. Tra le migliaia di opere i giurati hanno effettuato una drastica scrematura, riducendo a un centinaio quelle meritevoli di riconoscimento nelle varie categorie previste dal concorso. Alla fine, oltre a Schemidt vincitore assoluto, sono stati premiati 42 fotografi di 22 nazionalità: tra loro gli italiani Giulio Di Sturco, Luca Locatelli, Alessio Mamo, Francesco Pistilli e Fausto Podavini.
Nell'esposizione a Palazzo Ducale è visibile un'ampia selezione delle foto premiate: un giro del mondo tra le sue bellezze e le sue atrocità, nella guerra e nella pace, nella speranza e nella disperazione. C'è, ad esempio, un rinoceronte bianco africano in attesa della libertà: bendato e sedato, sta per essere rilasciato in un parco del Botswana. Ci sono civili iracheni di Mosul in fila per gli aiuti dopo la battaglia contro l'Isis. E poi i pinguini acrobati, le donne musulmane che finalmente possono nuotare, le ragazze scampate ai terroristi di Boko Haram, i profughi birmani.
Ma lo sguardo sul mondo, anche vicino a noi, arriva dalle altre mostre. In “After the flood“ di Joakim Kocjancic c’è il paese versiliese di Cardoso a oltre vent'anni dall'alluvione che lo sconvolse. Nicola Tanzini ha ripreso il mercato del pesce più grande del pianeta, quello di Tokyo, prima che fosse smantellato per fare spazio a grattacieli. Con Karim El Maktafi si va in Marocco per la “Tbourida”, tradizionale esibizione di uomini e cavalli, mentre Filippo Venturi documenta la trasformazione di Astana, capitale del Kazakistan, in città del futuro. Ci sono gli scatti degli studenti di Caivano, zona difficile di Napoli, e quelli dei vincitori del Leica Award che portano in Corea del Nord (www.photoluxfestival.it). —
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