Il Tirreno

Lucca

CAPANNORI 

Perito informatico teneva in casa un chilo e mezzo di marijuana

Luca Tronchetti
Perito informatico teneva in casa un chilo e mezzo di marijuana

Lo stupefacente nascosto nei barattoli accanto ad altri con foglie aromatiche Denunciato dai genitori di un amico con problemi psichici a cui aveva ceduto la droga

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CAPANNORI

La denuncia dei genitori di un giovane ultratrentacinquenne - in cura nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca - allarmati perché un amico del figlio gli aveva ceduto 20 grammi di marijuana ha portato i carabinieri di Capannori a scoprire un notevole quantitativo di stupefacente all’interno della villetta in cui vive un perito informatico di 42 anni dipendente di una cartiera. Pure i militari sono rimasti sorpresi: aprendo le mensole della cucina o i cassetti di altre stanze hanno rinvenuto una quindicina di barattoli vitrei da 20 a 100 grammi contenenti la marijuana essiccata. Alla fine i carabinieri ne hanno recuperato quasi un chilo e mezzo. Per il ragioniere-perito informatico è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione, coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente. Ieri matina il giudice delleindagini preliminari Antonia Aracri ha convalidato l’arresto rimettendo subito in libertà il perito informatico tra l’altro incensurato.



Il sostituto procuratore Paola Rizzo aveva chiesto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, ma il gip ha optato per una misura meno afflittiva: obbligo di presentazione alla pg, obbligo di dimora con divieto di uscire da casa in un orario compreso tra le 21 e le 7 del mattino oltre al divieto di recarsi all’esterno. Potrà invece continuare a svolgere la sua attività professionale. Non è da escludere che il suo legale, avvocato Francesco Frezza, chieda il patteggiamento della pena in considerazione dell’ingente quantitativo di stupefacente rinvenuto nell’abitazione del suo assistito. Nella perquisizione effettuata dai militari non sono state trovate piantine di marijuana nelle pertinenze della casa e anche al suo interno così come non emerso uno spaccio a terzi. Risulta soltanto una cessione non a scopo di lucro all’amico con problemi di natura psichica.



Di fronte al giudice, il perito informatico si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma dalla ricostruzione fatta dai militari sembra che l’indagato, oltre al suo lavoro, abbia una passione smodata per le piante aromatiche e officinali. Assieme ai barattoli contenenti la marijuana, gli inquirenti hanno trovato altri involucri in vetro con all’interno basilico, prezzemolo, ma anche canapa indiana. Per il suo legale non si sarebbe reso conto di commettere un reato penale. Ma stando ai carabinieri invece il quarantaduenne sapeva bene cosa stava facendo e voleva arrotondare lo stipendio. Nella perquisizione domiciliare, mercoledì scorso, i militari hanno rinvenuto, oltre allo stupefacente, tutto il necessario per la coltivazione, il confezionamento e lo spaccio della droga. In particolare, in un piano rialzato della propria abitazione, l’uomo che vive da solo, aveva ricavato un’area interamente dedicata alla coltivazione, completamente attrezzata con un sistema di irrigazione e di illuminazione tale da riprodurre da luce naturale. —



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