Gioco
«Paghiamo tutti ma meno: troppi 150 euro per le luci di Natale in centro»
Parlano i commercianti che non hanno versato la quota Tempo fino a domani: poi si saprà chi rimane al buio
LUCCA
Invocano «una formula per far pagare tutti, riducendo però la cifra, perché 150 euro a testa sono eccessivi in tempi di crisi come quelli che viviamo. Inoltre, nelle zone più centrali della città molti negozi e diverse catene in franchising non aderiscono, ma usufruiscono ugualmente dell’illuminazione pagata da altri, perché la loro attività si trova nei locali accanto o di fronte». È l’opinione ricorrente tra numerosi commercianti del centro storico di Lucca, anche quest’anno alle prese con le polemiche per le luci di Natale. Se non ci ripenseranno entro domani, 17 novembre, firmando l’adesione e pagando la quota a Confcommercio attraverso il Centro commerciale naturale Città di Lucca, alcune zone resteranno al buio. Il Tirreno ha sentito molti commercianti e la stragrande maggioranza, compresi quelli che hanno aderito senza battere ciglio, si sono espressi per una cifra più equa - 50/60 euro - ma corrisposta da tutti, che permetterebbe di trasformare la città in una girandola di luci, in grado di attrarre molti più visitatori. La pensa così Monica Silvestrini, titolare della lavanderia S. Croce che ha deciso di non aderire all’illuminazione «anche perché - spiega - via Santa Croce è una zona emarginata della città e in questo periodo priva di eventi e attrazioni». Giovanni Bianchi della pasticceria Elisa, da 40 anni aderisce alle luci di Natale e spera che i colleghi della sua strada facciano lo stesso «perché - dice - sarebbe deprimente che per la prima volta questo bel viale rimanesse al buio». Hanno aderito Alessandro Gori del ristorante Cibus e il negozio “Fiori e Fronde” che ha diviso la spesa con la galleria L’Arte, dispiaciuti però della scarsa collaborazione tra colleghi «che porterebbe vantaggi a tutti, regalando tanta allegria e la vera atmosfera del Natale».
La somma richiesta è un peso per l’outlet di calzature Elisa Baciocchi che anche quest’anno si tira indietro. Ma anche per i titolari di StraVinSki che promettono di contribuire l’anno prossimo «quando saremo in pari con i pagamenti sostenuti per la recente apertura del locale». È un no secco quello di Maria Pia Sodini della cartoleria Il Papiro che lamenta «l’assoluta disattenzione dell’amministrazione per via Elisa, dove si lavora molto meno da quando sono stati tolti gli stalli blu, trasferito il mercato e alcune scuole; residenti e commercianti sono bersagliati dalle multe». Aderiscono come sempre gli Orti e l’Antica Drogheria che però gradirebbero vedere nelle piazze di Lucca tanti alberi di Natale. A rischio l’illuminazione in via Santa Croce, specie nella zona centrale, dove mancano all’appello parecchie attività, come la vineria di Riccardo Guastapaglia e il negozio di pietre dure poco distante. Favorevole il bar Millennium che spera di vedere la strada scintillante di luci. L’ultimo tratto della strada lo sarà senz’altro, data la forte adesione dei commercianti. Che si dirada in via Cenami dove, oltre al negozio di giocattoli Toy Store 48 e da Coin Casa, sono pochi i negozi che aderiscono, decidendo per il “fai da te”. È arrivata due di mesi fa Alice Pizza in via San Paolino, ma già si sente parte della città e il suo responsabile, Sebastiano Longhitano ha aderito con entusiasmo all’iniziativa. Così come l’Officina della Pelle, Baraka, Lovable e il vicino negozio srilankese. Come anche il negozio Stefano Veneziani: «pagare la quota delle luci è uno sforzo che dovrebbero fare tutti», dice il collaboratore Simone Martini. Altra zona a rischio la centralissima via Buia, dove Riccardo Lorenzoni, del negozio di abbigliamento Milano 51 e le titolari di Centonove calzature, Isabella e Julia si stanno dando da fare per stimolare i colleghi che per ora sono più indirizzati alle luci “fai da te”. —
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