Lutto
Kme senza freni contro sindaco e senatore: «Solo slogan»
Il gruppo metallurgico accusa Bonini e Marcucci di non avere a cuore lo sviluppo della fabbrica e voler promuovere solo l’immobilismo
FORNAC DI BARGA. «Contraddizioni e ipocrisia sul progetto Kme». Si aggiungono toni forti nella guerra a distanza tra i vertici di Kme e le istituzioni locali. Senza preamboli né giri di parole, il gruppo metallurgico si scaglia contro il senatore dem Andrea Marcucci e contro il sindaco di Barga, Marco Bonini.
«Il senatore andrea Marcucci - esordisce la società - preannuncia interrogazioni parlamentari sul progetto Kme senza nemmeno aver visto i risultati delle verifiche in corso presso le istituzioni preposte. Il sindaco di Barga, Marco Bonini, ci chiede, dopo mesi di sceneggiate, un confronto tecnico. Atteggiamenti di una politica, altrove paladina dello sviluppo sostenibile con dati verificabili e scelte razionali, che in Valle del Serchio cavalca strumentalmente logiche “nimby” (not in my courtyard: non nel mio cortile, ndr) forse per interessi elettoralistici o personali».
Dopodiché il gruppo metallurgico se la prende con una non meglio specificata «politica» che « non segue le regole. Cerca di superare procedure e normative obbligatorie con proclami pieni di luoghi comuni. Non si fida delle verifiche, sia eseguite sia da effettuare, delle istituzioni competenti, invocando interventi di altre “professionalità a livello nazionale competenti nel settore ambientale e giuridico amministrativo” solo per “la ricerca di tutte le normative per rendere il progetto irrealizzabile. Chiede l’intervento del ministero dello Sviluppo economico facendo finta di dimenticarsi che si è già pronunciato favorevolmente».
E poi un rilancio, che sa di sfida: «Questa politica vuole rinviare - incalza - per non fare riconosce la necessità di ridurre i costi energetici, ma chiede di farlo altrimenti. L’azienda ha spiegato in modo chiaro i motivi per i quali è giunta alla soluzione proposta. Ci sono modi altrettanto validi? Che vengano presentati, nelle forme dovute come fatto da Kme, all’istituzione competente. Per ora c’è stato, come al solito, solo il benaltrismo, ottima ricetta per bloccare qualunque scelta di sviluppo e perpetuare l’immobilismo. Questa politica non è ambientalista, arriva a chiedere di non presentare in Regione, per le doverose verifiche, un progetto di riduzione dell’impatto ambientale con incremento di produzione e occupazione. E non supporta sviluppo e occupazione. Dice, in modo ipocrita, di voler sostenere il piano di rilancio dell’azienda per aumentarne la produzione, ma rifiuta a priori un progetto che ha come obiettivo la riduzione delle emissioni (effettive!) a parità di produzione metallurgica».
«Purtroppo - è la conclusione della lunga arringa questa politica si esprime per slogan e sentito dire, ma la contraddizione è evidente. La realtà è che a questa politica il consolidamento e lo sviluppo della fabbrica non interessano affatto». — N.B.
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