Sicurezza
Dj con un chilo di “maria” patteggia la condanna: 4 anni e una maxi multa
Alberto Dumini, 28 anni, ieri è finito davanti al giudice per la conclusione della direttissima a seguito dell’arresto dei carabinieri
Lucca
Ha patteggiato una condanna a 4 anni e 15mila euro di multa. Per ora Alberto Dumini, il dj 28enne originario di Como, resta ai domiciliari nella sua casa di San Marco, in attesa che il tribunale di sorveglianza decida come dovrà scontare la pena.
Ieri mattina di Lucca, di fronte al giudice Nadia Genovese si è tenuta l’udienza di prosecuzione della direttissima iniziata il 31 ottobre e poi rinviata per i termini a difesa concessi all’imputato. Alla sbarra si è presentato Dumini. La sera del 30 ottobre l’imprenditore – dj e gestore di un bed & breakfast e di due appartamenti in centro storico – stava percorrendo via delle Ville nella zona dell’Acquacalda alla guida della sua vecchia Bmw quando è stato fermato per un controllo dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. È a poche centinaia di metri da casa e cerca di raggiungere la rampa del garage. Ma non ci riesce. La pattuglia lo blocca, lo fa scendere e perquisisce l’autovettura. Passano pochi secondi e nascosta sotto il sedile posteriore c’è una busta. E dall’odore che emana è facile intuire, anche senza analisi di laboratorio, che si tratta di sostanza stupefacente: marijuana. Oltre un chilo di sostanza e addirittura “dopata”: dall’esame del narcotest risulta positiva al Thc ma anche all’eroina.
Una telefonata alla centrale operativa e di lì a pochi minuti scatta la perquisizione domiciliare nell’appartamento a San Marco vicino ad una gelateria ristobar. I carabinieri trovano nei cassetti dell’abitazione di Dumini altri 40 grammi di cocaina, hashish e marijuana. Spuntano anche due bilance di precisione, materiale per il confezionamento e oltre cinquecento euro in banconote di vario taglio che, per gli investigatori, potrebbero essere provento di spaccio. L’imprenditore e disc jockey inizia a realizzare quanto gli sta accadendo appena lo conducono in camera di sicurezza. Ma non spiega perché quella busta di cellophane con all’interno mille grammi di marijuana era occultata nella sua vettura e chi gli ha venduto lo stupefacente.
Ieri l’uomo è tornato in aula, difeso dall’avvocato Saverio Dal Canto del foro di Livorno. L’imputato ha ammesso le sue responsabilità e pertanto gli sono state riconosciute le attenuanti generiche. Su richiesta delle parti, il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento: 4 anni e 15mila euro di multa. Le modalità di esecuzione della pena saranno stabilite dal tribunale di sorveglianza, che potrebbe anche concedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Nell’attesa che una decisione venga presa Dumini resterà ai domiciliari nella sua casa di San Marco. —
G.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google