Proteste
Si pente e risarcisce i danni Pena ridotta allo spazzacamino
Condanna con rito abbreviato per Andrea Del Sarto, 45 anni accusato di tentato omicidio ai danni dello zio e di lesioni procurate con la lama al fratello
GRAGNANO
Il capo d’imputazione regge perché nell’azione compiuta alla fine di gennaio del 2017 dallo spazzacamino Andrea Del Sarto, 45 anni, di Gragnano, ex paracadutista della Folgore di Pisa, c’era la volontà di uccidere lo zio Francesco Gargano, 55 anni e ferire il fratello Manolo oggi trentasettenne. Ma a distanza di quasi due anni il quadro è mutato. E l’accusa di tentato omicidio e lesioni aggravate con il rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena) e le numerose attenuanti consentono all’imputato un’importante riduzione della pena. Il pm Elena Leone aveva chiesto in toto 6 anni di reclusione per il titolare della «Tecnofumi» che il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha trasformato in 2 anni e 8 mesi. Una pena che evita la detenzione e che, al di là della scelta del rito, nasce da un risarcimento del danno nei confronti dello zio e del fratello che non si sono costituiti parte civile nel giudizio penale, ma sopratutto di una riappacificazione e di un ravvedimento pieno e convinto di Andrea Del Sarto sottolineato dall’intervento del padre durante l’udienza camerale. Proprio la testimonianza paterna suffragata dai riscontri delle vittime dello spazzacamino (lo zio e il fratello) si è rivelata decisiva assieme al lavoro dei legali delle parti.
La vicenda aveva destato grande clamore nella Piana. Il titolare dell’azienda specializzata nella pulizia dei caminetti per questioni professionali, legate al lavoro di spazzacamino, e unite a dissapori personali, con un coltello a serramanico marca Fox di tipo militare della lunghezza di 20 centimetri aveva ferito all’addome e al torace Francesco Gargano colpendo con una torcia a led il fratello minore Manolo Del Sarto e procurandogli lesioni al cuoio cappelluto. Proprio il fratello aveva telefonato alle 22 alla centrale operativa dei carabinieri chiedendo aiuto dopo le ferite riportate in seguito al raptus del congiunto. Con l’arrivo dei militari l’imprenditore, che inizialmente aveva negato l’evidenza, era stato arrestato e condotto inizialmente al penitenziario di San Giorgio e successivamente ai domiciliari. —
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