Il Tirreno

Lucca

monumenti  

Serve un ultimo sforzo per salvare la chiesa di Marlia

Nicola Nucci
Serve un ultimo sforzo per salvare la chiesa di Marlia

Ok al mutuo da 700mila euro per completare i lavori dopo il terremoto del 2013. Dal parroco don Agostino Banducci arriva un appello alla comunità

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI

C’è l’ok al mutuo di 700 mila euro richiesto dalla parrocchia per completare gli imponenti lavori di restauro della chiesa di Maria Assunta e Giovanni Evangelista a Marlia. La cifra, 350 mila dalla Cassa di Risparmio di Lucca e 350mila con la Banca Prossima servirà per pagare l’impresa edile e i fornitori, e riportare all’antico splendore gli affreschi interni sotto la cupola e al restauro del transetto e dell’abside.

Lavori che arrivano dopo le opere strutturali con il rifacimento del tetto, il consolidamento delle volte e la messa in sicurezza della cupola e della navata centrale.

Dentro sono ancora presenti i ponteggi, segno tangibile di quel drammatico 25 gennaio 2013, quando una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 danneggiò gravemente il tetto della chiesa. Per un anno l’edificio è stato chiuso, dopo la dichiarazione di inagibilità, col trasferimento delle celebrazioni liturgiche nella vicina ma piccola chiesetta di Santa Caterina. La chiesa fu riaperta il 13 aprile 2014, dopo il primo lotto di lavori, ma solo nello spazio circoscritto al corridoio centrale, in mezzo alle impalcature e con le crepe ancora visibili. Gli stessi ponteggi consentiranno di realizzare anche il restauro dei dipinti senza costi aggiuntivi a una spesa già notevole per le casse della parrocchia.

«I lavori finora sono costati un milione e 816 mila euro più altri interventi per un totale di 2 milioni e 121 mila euro – racconta il parroco don Agostino Banducci nel corso di un sopralluogo per illustrare lo stato dei lavori – le risorse provenienti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Cei e le tante donazioni e offerte di cittadini e aziende, arrivando a circa un milione e 200 mila non sono però bastati a coprire tutta la spesa. Così abbiamo dovuto chiedere un mutuo. Adesso facciamo ancora appello alla generosità della popolazione e che ha già fatto molto».

La comunità marliese ha contributo a risollevare la chiesa con offerte di benefattori e donazioni di cittadini e aziende: 125mila nel 2016, 100mila nel 2017 e 90 mila nel 2018. «Ci sono ancora due mesi e puntiamo ad aumentare questa somma» dice speranzoso don Banducci, dal febbraio 2015 subentrato a don Fulvio Calloni alla guida della comunità ecclesiastica. Una sottoscrizione popolare è stata subito promossa dal comitato “Rientriamo in chiesa” che si è fatto carico dell’avvio dei lavori e del reperimento delle risorse che hanno portato l’11 dicembre 2016 a una riapertura parziale dell’edificio di culto. «La comunità parrocchiale insieme al mio predecessore si attivò immediatamente – ricorda don Banducci, insieme a Tiziano Bianconcini in rappresentanza del consiglio degli affari economici – puntiamo molto su questa nuova campagna di raccolta dei fondi straordinaria che consente vantaggi fiscali a chi dona. Promuoveremo anche un porta a porta tra le famiglie».

Si può aderire a “Ridona bellezza alla nostra chiesa” con donazioni al parroco, lascito testamentario o addebito bancario (le coordinate sono Bml Iban IT16L0691513703000050489880 e BmpIban IT070503424742000000001802).

La pieve, che nel 2018 celebrerà 1100 anni di storia, tornerà ad avere la sua capienza originaria entro il prossimo giugno. «È la mia speranza, ma sono fiducioso, tutto sta procedendo bene», dice il prelato che della frazione più popolosa del Capannorese. Sarebbe una doppia festa, perché il 9 giugno del prossimo anno don Banducci festeggerà 50 anni di sacerdozio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa