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Ecco il progetto del pirogassificatore Kme Potrà bruciare anche rifiuti non di cartiera
L’entrata in funzione è prevista per l’agosto 2022 se l’autorizzazione della Regione arriverà a luglio del prossimo anno
BARGA
Si alza il velo sui dettagli dell’impianto di pirogassificazione che Kme intende realizzare nello stabilimento di Fornaci di Barga. L’azienda ha depositato in Regione i documenti per ottenere l’autorizzazione: centinaia e centinai di pagine piene di dettagli, messi neri su bianco. Fra i più significativi, l’ubicazione e la dimensione dello stabilimento, il “cronoprogramma” della sua costruzione e i rifiuti che vi potranno essere trattati.
Partiamo da questo ultimi punto. Le relazioni spiegano che l’impianto sarà destinato al recupero energetico dei «rifiuti speciali non pericolosi di cartiera»: essenzialmente il pulper (cioè residuo del recupero della carta da macero, come plastiche, fibre, sabbia, vetro, metalli) e i fanghi da cartiera. Ma non solo. Il progetto, infatti, prevede di alimentare l’impianto con 113.568 tonnellate l’anno di rifiuti, con un potere calorifico medio di 4.600 kJ/kg. Se questo livello non dovesse essere raggiunto con lo scarto di cartiera, però, potranno essere utilizzati altri «rifiuti speciali non pericolosi reperiti sul mercato». La lista - contenuta nei documenti depositati in Regione - è lunga: dai rifiuti plastici a quelli dell’industria tessile, agli imballaggi di carta, cartone, plastica e legno. I rifiuti, prima di cominciare il trattamento di gassificazione vero e proprio (che alla fine fornirà energia elettrica allo stabilimento) verranno deposti in una vasca di stoccaggio (al coperto) che servirà per rifornire le due linee dell’impianto.
Lo stabilimento di gassificazione sarà «realizzato all’interno dell’area di proprietà Kme a fianco della Fonderia Rame, a sud della ferrovia Lucca-Aulla che lo attraversa». Per costruire l’impianto verranno demoliti alcuni edifici esistenti nella zona a ridosso del Serchio: un’operazione che, a consuntivo, consentirà di avere a disposizione un’area di circa 27.700 mq, dei quali 13.200 scoperti (aree asfaltate e impianti esterni), 8.700 coperti e 4.500 a verde.
L’aspetto ambientale è quello più nel mirino dei cittadini, dei comitati e della associazioni che si battono contro il nuovo impianto di Fornaci di Barga. Secondo quanto contenuto nello studio di impatto ambientale preparato dalla società Tauw per Kme, il bilancio sarebbe positivo. «I fumi prodotti dal gassificatore di rifiuti speciali non pericolosi - si legge - saranno emessi in atmosfera attraverso un camino a doppia canna dell’altezza di 40 metri. Le concentrazioni di inquinanti garantite saranno conformi e spesso inferiori ai valori limiti di emissione in atmosfera» previsti dalla legge e saranno «monitorante in continuo». Le emissioni complessiva di stabilimento metallurgico più gassificatore saranno «in forte riduzione rispetto a quelle attuali autorizzate per il solo stabilimento metallurgico. In particolare le emissioni di polveri saranno ridotte del 14%, quelle di metalli dal 37 al 60%, gli ossidi di azoto del 66%, le diossine e i furani di oltre il 50%». Oltre a questo, la scelta di bruciare gli scarti delle cartiere lucchesi, piuttosto che delle aziende tessili di Prato e Pistoia (altra ipotesi presa in considerazione) permette di limitare l’inquinamento dovuto al trasporto dei materiali.
I documenti depositati da Kme in Regione contengono anche un programma di massima dell’opera. Il punto di arrivo immaginato è di mettere in funzione l’impianto ad agosto del 2022. Previsione che si basa sull’ipotesi (tutta da verificare) che l’autorizzazione arrivi entro luglio del 2019. Da quel momento servirebbero tre mesi per il progetto esecutivo, 28 per la costruzione dell’impianto e sei per la messa in esercizio: in totale 37 mesi che, appunto, condurrebbero all’agosto 2022. —
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