Attenzione
Nora Spirale-istituzioni, è muro contro muro
L’azienda mette sul tavolo il trasferimento di 15 lavoratori in Trentino, una proposta ritenuta inaccettabile da tutti
PESCAGLIA. Una controproposta che non viene giudicata soddisfacente. È quella della fatta dall’azienda nell’incontro istituzionale in Regione convocato per affrontare il caso della Nora Spirale. L’azienda produttrice di stivali, infatti, ha intenzione di chiudere lo stabilimento di Pescaglia per concentrare la produzione nella sua sede di Cinto Tesino, in provincia di Trento. Per questo ha avviato la procedura di mobilità per 38 lavoratori, mentre altri 4 assunti a tempo determinato, non si vedranno rinnovare il contratto. In totale 42 posti persi.
Da parte sua la Regione ha chiesto di ritirare la procedura di licenziamento e di proseguire l’attività nel territorio, ricevendo dall’azienda una controproposta (ritenuta impraticabile dalle istituzioni) sotto forma di disponibilità ad assumere nello stabilimento trentino 15 dipendenti della fabbrica di Pescaglia disponibili a una simile trasferta. Alla riunione hanno partecipato il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, l’assessore al lavoro del Comune di Pescaglia Valerio Bianchi, il consigliere comunale di Lucca Roberto Guidotti, il consigliere regionale Stefano Baccelli oltre all’amministratore delegato dell’azienda Andrea Mocasso e al rappresentante di Confindustria Toscana Nord.
Dopo aver rinnovato all’azienda l’appello a rivedere le proprie decisioni e a tenere presente la responsabilità sociale verso un territorio dove 40 posti di lavoro rappresentano una quota importante dell’occupazione complessiva, Simoncini ha chiesto di valutare, in via subordinata al ritiro dei licenziamenti, l’ipotesi di accedere allo strumento della cassa integrazione per cessazione di attività, che garantirebbe, oltre al sostegno al reddito dei lavoratori, un anno di tempo in più per la ricerca di nuove attività che consentano il mantenimento dell’occupazione.
«Un atteggiamento di chiusura per tutti noi assurdo e intollerabile quello che hanno dimostrato i rappresentanti aziendali – è il commento sull’incontro del consigliere Baccelli – disponibilità pressoché nulle, se non la proposta di assumere 15 dipendenti a Cinte Tesin a cui abbiamo contrapposto le ovvie difficoltà di trasferimento dalla lucchesia di questi lavoratori, senza peraltro ottenere comprensione. È stato quantomeno richiesto dall’unità di crisi, in via assolutamente subordinata al ritiro dei licenziamenti, il ricorso alla cassa integrazione per cessazione di attività. Continuiamo e continueremo a chiedere all’azienda un ripensamento e l’individuazione di una strada diversa da quella finora prospettata. Ribadiamo che l’operazione che i vertici aziendali si sono prefissati per noi non è accettabile e ci opporremmo con tutte le nostre forze. È irrispettosa nei confronti dei lavoratori che hanno bisogno di risposte concrete per il loro futuro e nei confronti di tutto un territorio, dove quest’impresa è radicata e parte integrante e vitale del tessuto economico. Non molleremo e non faremo spegnere i riflettori su questa vicenda gravissima».
«Chiusura totale da parte dell’azienda Spirale con le solite assurde motivazioni – è il commento affidato ai social del sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti – noi non molliamo e andiamo avanti, accanto ai lavoratori». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
