Sicurezza
Presidio della Cgil in piazza durante il convegno Conflavoro
Il segretario generale Rossi: «Subito una legge sulla rappresentanza sindacale» Bigazzi (Filcams): «Anche in Lucchesia accordi “pirata” a sfavore dei lavoratori»
lucca
Domani Conflavoro, giovane sindacato imprenditoriale a estensione nazionale ma con la testa a Lucca, organizzerà al teatro del Giglio un convegno su “Italia Economia e Lavoro” a cui annuncia la presenza di settecento imprenditori, oltre che di ministri, sottosegretari, parlamentari. Il 9 novembre, in contemporanea, la Cgil farà un presidio in piazza del Giglio, davanti al teatro, per reclamare l’urgenza di una legge sulla rappresentanza e contestare l’operato di «un sindacato datoriale che con organizzazioni sindacali compiacenti stipula contratti sempre riduttivi di condizioni salariali e diritti dei lavoratori». Rossano Rossi, recentemente riconfermato nel ruolo di segretario generale della Cgil di Lucca, spiega che «il punto in discussione non è che la Cgil rivendica l’esclusiva nel fare sindacato, tutt’altro. Ma un minimo di requisiti sono necessari: un sindacato ha un peso di rappresentanza e rappresentatività in base al numero di iscritti. Esiste un Testo unico firmato da Cgil, Cisl e Uil nazionali con i sindacati imprenditoriali di riferimento. Noi ora vogliamo una legge che certifichi la rappresentanza. Non può succedere che un sindacato che rappresenta non si sa chi firmi accordi che determinano la vita dei lavoratori. È sbagliato perché equivale a una perdita di democrazia. Ci aspettiamo che il presidio, indetto da noi e già condiviso anche da Cisl e Uil, come da Confartigianato, sia accompagnato da una nota ufficiale di adesione dei due sindacati dei lavoratori».
«Ci lascia perplessi - aggiunge il segretario generale Cgil - che le amministrazioni locali, cioè Comune, Provincia e Regione, abbiano patrocinato il convegno di Conflavoro, tanto che è prevista la partecipazione al convegno dei rappresentanti delle tre istituzioni. Non vogliamo fare polemica, ma riteniamo che abbiano sottovalutato la portata di questo evento».
Tantopiù che, come spiega la segretaria della Filcams Cgil Sabina Bigazzi, anche sul territorio lucchese si sono già registrati casi di aziende che hanno suggellato accordi con sindacati minori riducendo i diritti dei propri dipendenti. «Un’azienda commerciale locale - spiega Bigazzi - era passata dal contratto nazionale del commercio al contratto firmato con Conflavoro. La prima a saltare era stata la quattordicesima mensilità, e poi la malattia retribuita solo con l’indennità Inps. Poi, col nostro intervento quell’azienda ha fatto retromarcia . Associazioni come Conflavoro si fanno legittimare dalle istituzioni e non dagli iscritti: questo mette in crisi anche le associazioni datoriali, come Confcommercio e Confindustria».
«Anche nel mondo del credito - aggiunge Giovanni Simoncini di Fisac Cgil - nel 2014 è stato firmato un accordo tra Sna e alcune organizzazioni sindacali compiacenti: un contratto “pirata” con sindacati che da tutelare le badanti erano passati al credito». «La cornice legislativa entro cui ci muoviamo - interviene Fabrizio Simonetti della segreteria provinciale Cgil - sono l’articolo 39 della Costituzione e la legge 300 del 1970, che proibisce la nascita dei cosiddetti sindacati “gialli” creati peressere funzionali alle imprese a sfavore dei lavoratori».
Conclude Rossi, con un appello alla politica, affinché sia «più sensibile ai problemi dei lavoratori. Qualsiasi sinistra tornerà tale se al centro rimetterà l’articolo 18. La situazione contro cui protestiamo è la reale fotografia della società di oggi. Continuo a non capire la posizione di Comune, Provincia e Regione». —
BARBARA ANTONI
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