Il dolore
Dipendenti Asl, «pressioni gravissime sulle valutazioni»
Secondo i sindacati la direzione avrebbe dato indicazione di non assegnare a nessun lavoratore “voti” maggiori di 76
LUCCA
È polemica sulle valutazione che l’Asl deve dare al personale del comparto sanitario. A gettare il sasso nello stagno sono Giovanna Lo Zopone e Elisabetta Battistoni per la Cgil, Luciano Cotrozzi e Maria Grazia Simoni per la Cisl e Pietro Casciani e Andrea Lunardi per la Uil. Secondo i sindacalisti l’azienda avrebbe dato indicazione ai “valutatori” di non andare oltre la soglia di 76.
«Premesso che i sindacati hanno più volte ribadito all’Azienda la assoluta contrarietà al nuovo impianto del sistema di valutazione e considerata la disponibilità dell’Azienda a rivedere l’intero sistema a causa delle innumerevoli criticità rilevate - spiegano i sindacalisti - non è assolutamente accettabile quanto sta accadendo e cioè che l’Azienda, in modo strumentale, si muova nel tentativo di convincere i valutatori ad attivare comportamenti che, oltre ad essere scorretti, potrebbero esporre chi valuta a responsabilità con negative conseguenze. I sindacati sono indignati e ritengono che quanto sta accadendo sia gravissimo».
Cosa è successo? «Sembrerebbe - spiegano i rappresentanti dei lavoratori - che in una riunione svolatsi a Pisa, l’amministrazione, dopo aver illustrato il nuovo sistema di valutazione, abbia sollecitato i presenti a essere contenuti con le valutazioni da assegnare ai valutati, raccomandando una precisa indicazione e cioè di non superare nelle votazioni il valore di 76 o anzi ancor meno. La motivazione di questa indicazione starebbe in questi termini: “Rendere possibile un margine di miglioramento per gli anni futuri!”».
Questo vale a dire, spiegano i sindacati, «che chi è meritevole della votazione massima o comunque di una certa valutazione, rimane al di sotto della stessa, anche se meritata, vedendosi peraltro penalizzata la quota di produttività individuale, per poter avere, secondo la direzione, un margine di miglioramento per l’anno futuro. Incredibile ma vero. Cosa dovrebbero fare i lavoratori per avere il massimo? Per l’amministrazione non è possibile avere il massimo.
«E poi, i valutatori sono stati informati di come e quanto la valutazione si lega all’erogazione della produttività? No, a noi risulta di no. Sarebbe come dire ai dipendenti: cercate di non dare il massimo quando siete al lavoro, state al di sotto della soglia X , così che per il prossimo anno possiate rendere possibile un miglioramento nelle future valutazioni della vostra performance».
Secono Cgil, Cisl e Uil, si tratta di una « trovata di fantasia dell’azienda che non deve e non può assolutamente essere accettata. Chiediamo che con altrettanta fantasia la dirigente Asl preposta ponga rimedio al distorto messaggio trasmesso ai dipendenti valutatori. Sollecitiamo inoltre l’Azienda a non banalizzare sull’istituto della valutazione».
E, collegandosi a quest’ultimo punto, le organizzazioni sindacali dell’ambito territoriale di Lucca «raccomandano all’Azienda di tenere sempre presente che valutare significa esprimere un giudizio impegnativo che obbliga chi lo esprime a seguire un percorso, raccogliere informazioni, avere una conoscenza diretta del valutato, seguendo i canoni della logicità, correttezza e buona fede; ma, al di sopra di ogni indicazione, sottolineano i sindacati confederali, valutare significa anche essere indipendenti dalle pressioni esterne». —
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