Sicurezza
Chiuso un altro centro di accoglienza Ora ci sono 31 migranti
Il bilancio del sindaco dopo l’adesione al nuovo modello «In un anno 18 unità in meno e più umanità nel trattamento»
BORGO A MOZZANO
Con il sistema dello Sprar in un anno il numero dei richiedenti asilo ospitati nel territorio di Borgo a Mozzanosono scesi di 18 unità, da 49 a 31. Ieri, intanto, ha chiuso la struttura di accogliernza in via della Torre ed entro l’anno stessa sorte toccherà a quella di San Martino in Greppo.
Il bilancio è stato stilato dal sindaco Patrizio Andreuccetti, che ricorda come «nell’estate del 2017 la prefettura decise a Diecimo la collocazione di 24 profughi tra la scuola e la stazione, contro la volontà dell’amministrazione comunale e di gran parte della cittadinanza. A seguito di quella imposizione i profughi sul territorio comunale divennero 49, di cui 38 solo nel paese di Diecimo. Erano presenti un Cas (Centro di accoglienza straordinaria) in via della Torre, uno a San Martino in Greppo e, appunto, uno in via della Stazione. In pubblica assemblea mi presi, insieme al vicesindaco Roberta Motroni, l’impegno di lavorare pancia a terra, con lungimiranza e concretezza, per trovare il modo di ridurre i numeri, in particolare a Diecimo, ed in generale di riportare a 25 i numeri complessivi dell’accoglienza, ossia la quota prevista da Anci per il nostro comune».
Borgo a Mozzano decise allora di aderire al progetto Sprar, «che avrebbe consentito - spiega Andreuccetti - un’accoglienza più umana, maggiormente strutturata e di gran lunga più sostenibile per il territorio (per la verità la prima richiesta per lo Sprar l’avevamo fatta nel febbraio 2017, ben prima che si presentasse il problema, e siamo stati lungimiranti). Solo attraverso lo Sprar sarebbe stato possibile chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia e pretendere che, gradualmente, venissero chiusi tutti i Cas fino a ridurre a 25 il numero dei profughi nel comune, ovvero solo quelli facenti parte dello Sprar stesso». Il progetto viene finanziato nel settembre 2017 dal ministero e messo a gara. «Il soggetto attuatore che l’ha vinta - continua il primo cittadino - ha individuato in tre abitazioni (Borgo, Socciglia, Corsagna) i luoghi in cui ospitare i 25 profughi, e con il settembre di quest’anno il progetto è divenuto pienamente operativo. Già ad inizio estate, su nostra indicazione, la prefettura ha chiuso il Cas in Via della Torre e oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato ufficialmente chiuso il Cas in Via della stazione, che dai 24 profughi ospitati inizialmente è sceso a zero. Entro la fine dell’anno avverrà lo stesso per il Cas di San Martino in Greppo. Ad oggi (volendo ancora non considerare come chiusa la struttura di San Martino in Greppo) nel comune vi sono 31 richiedenti asilo, a fronte di 49 di un anno fa, e sei nel paese di Diecimo, a fronte di 38 della scorsa estate. Alla fine avremo dimezzato il numero dei profughi presenti nel territorio comunale e saremo il primo comune della Valle a condurre in porto una simile operazione grazie al proprio operato. Con lo Sprar non solo abbiamo diminuito i numeri (ogni territorio è giusto che ospiti numeri adeguati) ma abbiamo dato vita ad una accoglienza ben distribuita, di qualità, maggiormente idonea sia per le persone ospitate che per il territorio ospitante. Nei fatti abbiamo creato un’accoglienza più umana per tutti e lo abbiamo fatto con la capacità progettuale del gruppo. Tutto ciò non l’ha fatto Salvini, Renzi, Di Maio, l’hanno fatto in particolare Patrizio e Roberta, convinti che umanità e governo del territorio debbano e possano andare avanti insieme. Quanto dicemmo di fronte ad una assemblea di 300 persone, un anno e mezzo fa circa, è oggi pienamente rispettato». —
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