La protesta
Chiusa la gelateria Grom in via Fillungo: «Grazie per questi sei anni insieme»
Un cartello affisso sulla vetrina informa i clienti della cessazione dell’attività che aveva sede nel fondo che fu di Giribon
LUCCA. Hanno chiuso l’attività regalando i gelati al pubblico del Lucca Comics & Games. Un gesto estremo, spontaneo, che Grom ha deciso di fare (forse) anche per contraccambiare l’affetto che la città aveva dimostrato nei confronti della gelateria in questi sei anni trascorsi all’interno di uno dei fondi più prestigiosi del Fillungo, quello che fu di Giribon.
Ma si sa, l’affetto paga fino a un certo punto e a dettare legge sono sempre più gli introiti e le politiche gestionali, soprattutto quando si ha a che fare con un colosso.
Sta di fatto che, mentre calava il sipario sulla manifestazione del fumetto calavano anche le saracinesche di Grom. Un impero partito dal Piemonte grazie all’intuito dei due fondatori, Federico Grom e Guido Martinetti, e che attualmente vanta decine di punti vendita non sono in Italia ma anche all’estero tra i quali alcuni aperti anche di recente.
Altrettanto recente è però anche la chiusura del punto vendita che si trovava in Passeggiata a Viareggio, avvenuta proprio un anno fa al quale si aggiunge la cessazione dell’attività lucchese.
Dal 2015 l’azienda (fondata nel 2003) è stata acquisita da Unilever gigante da 48,4 miliardi di euro (dato 2014), presente sul mercato con i marchi Algida e Magnum.
Grom, contatta dal Tirreno, per il momento non ha fornito alcuna spiegazione sui motivi che ci sono alla base della chiusura del punto vendita lucchese.
La ratio, anche interpretando un minimo il messaggio per i clienti affisso sulla vetrina del negozio, sembra essere quella di mantenere le attività che si trovano nelle città più grandi.
«Dopo sei anni insieme chiudiamo il negozio di Lucca - si legge - vi ringraziamo per i gelati condivisi e vi aspettiamo in tutte le gelaterie Grom in Italia e nel mondo. Le più vicine a voi sono a Firenze e a Bologna».
A spingere l’attività a chiudere la rivendita lucchese potrebbero però essere stati anche i costi troppo alti dell’affitto del fondo (è noto che sul Fillungo i canoni siano piuttosto onerosi) che, associati a un calo delle vendite, potrebbero aver palesato un deficit.
Anche perché basta fare un rapido conto e nell’arco di circa un chilometro quadrato - che poi raccoglie le strade che sono il cuore del centro storico - le gelaterie sono ben 22. Senza contare le rivendite non dedicate come i bar e alcune pizzerie che comunque vendono anche il gelato.
Un numero importante, cresciuto soprattutto in questi ultimi anni nei quali il gelato sembra fare sempre più rima con business. Ora si apre il nuovo totoscommesse su chi arriverà al posto di Grom con la speranza che il fondo Giribon abbia sorte migliore rispetto al Caffè Di Simo.
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