Gioco
«Biglietti finiti nelle rivendite Sul bus costa un euro in più»
Ieri molti studenti di Capannori sono stati costretti a pagare il sovrapprezzo Un genitore: «Non è giusto, a farne le spese sono le persone oneste»
CAPANNORI
Studenti costretti a pagare un euro in più per fare il biglietto a bordo dell’autobus perché nelle rivendite erano finiti. È il disagio denunciato dal genitore di un giovane che ieri mattina ha cercato di acquistare il ticket da un euro e cinquanta senza riuscire a trovarlo in ben quattro punti vendita che si trovano nei pressi della piazza da cui partono molti degli autobus che ogni giorno portano i ragazzi dal centro della Piana alle scuole lucchesi.
«Stamani (ndr: ieri mattina) in tutta Capannori nessuno dei rivenditori aveva i biglietti da un euro e cinquanta per andare a Lucca - scrive il genitore in un post su Facebook - e i ragazzi, quelli onesti, per andare a scuola sono costretti a comprarlo sul bus pagando una sovrattassa di un euro. Mi domando come sia possibile che questa azienda continui a gestire il servizio di trasporto pubblico nelle nostre città. Io non so di chi sia la colpa, rimane il fatto che a rimetterci sono sempre gli utenti». Un messaggio che il genitore ha inviato anche a Ctt Nord servendosi dello strumento dei messaggi privati sulla pagina dell’azienda e attraverso un commento inserito sotto a un post della stessa pagina. «Quando siamo arrivati dal rivenditore dal quale compriamo il biglietto tutti i giorni ci hanno detto che i ticket erano finiti già da sabato per via dei Comics - spiega ancora il genitore contatto dal Tirreno - a quel punto hanno provato a contattare altri tre rivenditori, quelli più vicini, e anche loro non ne avevano più. Così ho chiamato l’ufficio reclami del Ctt Nord ma apriva alle 9. Ho composto un altro numero dell’azienda e un’addetta mi ha risposto che mi sarei dovuto rivolgere all’ufficio reclami. Io speravo che contattandoli subito potessero avvisare l’autista di non applicare il sovrapprezzo dato che i ragazzi non erano responsabili in nessun modo della mancanza dei biglietti nelle rivendite. Invece alla fine sono stati proprio loro a farne le spese». E a quanto pare, stando a quanto racconta ancora il genitore, non sarebbe nemmeno la prima volta che accade.
«Mi sono trasferito a Capannori da due anni - spiega - ed è già successo almeno altre 3 o 4 volte che non ci fossero i biglietti. Non è detto che tutti gli studenti facciano l’abbonamento anche perché non è obbligatorio. Mio figlio ad esempio non prende sempre i mezzi pubblici, a volte trova un passaggio da qualche suo amico quindi arriverebbe a spendere una cifra più altase facesse l’abbonamento. Io posso capire che in questo caso, visto che c’erano i Comics, ci fosse una maggiore richiesta di biglietti ma ci vuole anche poco a organizzarsi sapendo che c’è una manifestazione di quella portata. È chiaro che servivano dei biglietti in più». Ma la cosa che proprio non va giù a questo cittadino è che a pagare le conseguenze di questo disagio siano stati gli utenti, in questo caso studenti. «È un sistema che alla fine ti costringe a non essere onesto - spiega - mio figlio è salito e ha detto che era senza biglietto e alla fine l’ha dovuto fare pagando un euro in più ma questo non è giusto perché vengono penalizzate le persone corrette. Per me l’euro in più corrisponde a una sanzione. Ripeto, i contrattempi possono capitare ma non si devono ripercuotere sugli utenti. Ctt Nord, contattata dal Tirreno, fa sapere «di sentirsi parte lesa dato che il servizio di distribuzione dei biglietti è affidato a una ditta esterna». L’azienda però fa anche sapere «di aver ricevuto la segnalazione e di averla inoltrata all’ufficio commerciale che a sua volta ha inviato una mail alla ditta incaricata del servizio di distribuzione dei biglietti per chiedere un intervento immediato in queste rivendite rimaste sfornite». —
FEDERICA SCINTU
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