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Lucca

il caso 

«Biglietti finiti nelle rivendite Sul bus costa un euro in più»

FEDERICA SCINTU
«Biglietti finiti nelle rivendite Sul bus costa un euro in più»

Ieri molti studenti di Capannori sono stati costretti a pagare il sovrapprezzo  Un genitore: «Non è giusto, a farne le spese sono le persone oneste»

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CAPANNORI

Studenti costretti a pagare un euro in più per fare il biglietto a bordo dell’autobus perché nelle rivendite erano finiti. È il disagio denunciato dal genitore di un giovane che ieri mattina ha cercato di acquistare il ticket da un euro e cinquanta senza riuscire a trovarlo in ben quattro punti vendita che si trovano nei pressi della piazza da cui partono molti degli autobus che ogni giorno portano i ragazzi dal centro della Piana alle scuole lucchesi.

«Stamani (ndr: ieri mattina) in tutta Capannori nessuno dei rivenditori aveva i biglietti da un euro e cinquanta per andare a Lucca - scrive il genitore in un post su Facebook - e i ragazzi, quelli onesti, per andare a scuola sono costretti a comprarlo sul bus pagando una sovrattassa di un euro. Mi domando come sia possibile che questa azienda continui a gestire il servizio di trasporto pubblico nelle nostre città. Io non so di chi sia la colpa, rimane il fatto che a rimetterci sono sempre gli utenti». Un messaggio che il genitore ha inviato anche a Ctt Nord servendosi dello strumento dei messaggi privati sulla pagina dell’azienda e attraverso un commento inserito sotto a un post della stessa pagina. «Quando siamo arrivati dal rivenditore dal quale compriamo il biglietto tutti i giorni ci hanno detto che i ticket erano finiti già da sabato per via dei Comics - spiega ancora il genitore contatto dal Tirreno - a quel punto hanno provato a contattare altri tre rivenditori, quelli più vicini, e anche loro non ne avevano più. Così ho chiamato l’ufficio reclami del Ctt Nord ma apriva alle 9. Ho composto un altro numero dell’azienda e un’addetta mi ha risposto che mi sarei dovuto rivolgere all’ufficio reclami. Io speravo che contattandoli subito potessero avvisare l’autista di non applicare il sovrapprezzo dato che i ragazzi non erano responsabili in nessun modo della mancanza dei biglietti nelle rivendite. Invece alla fine sono stati proprio loro a farne le spese». E a quanto pare, stando a quanto racconta ancora il genitore, non sarebbe nemmeno la prima volta che accade.

«Mi sono trasferito a Capannori da due anni - spiega - ed è già successo almeno altre 3 o 4 volte che non ci fossero i biglietti. Non è detto che tutti gli studenti facciano l’abbonamento anche perché non è obbligatorio. Mio figlio ad esempio non prende sempre i mezzi pubblici, a volte trova un passaggio da qualche suo amico quindi arriverebbe a spendere una cifra più altase facesse l’abbonamento. Io posso capire che in questo caso, visto che c’erano i Comics, ci fosse una maggiore richiesta di biglietti ma ci vuole anche poco a organizzarsi sapendo che c’è una manifestazione di quella portata. È chiaro che servivano dei biglietti in più». Ma la cosa che proprio non va giù a questo cittadino è che a pagare le conseguenze di questo disagio siano stati gli utenti, in questo caso studenti. «È un sistema che alla fine ti costringe a non essere onesto - spiega - mio figlio è salito e ha detto che era senza biglietto e alla fine l’ha dovuto fare pagando un euro in più ma questo non è giusto perché vengono penalizzate le persone corrette. Per me l’euro in più corrisponde a una sanzione. Ripeto, i contrattempi possono capitare ma non si devono ripercuotere sugli utenti. Ctt Nord, contattata dal Tirreno, fa sapere «di sentirsi parte lesa dato che il servizio di distribuzione dei biglietti è affidato a una ditta esterna». L’azienda però fa anche sapere «di aver ricevuto la segnalazione e di averla inoltrata all’ufficio commerciale che a sua volta ha inviato una mail alla ditta incaricata del servizio di distribuzione dei biglietti per chiedere un intervento immediato in queste rivendite rimaste sfornite». —

FEDERICA SCINTU

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