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Quella folla gentile che arriva a popolare le strade di Lucca
le storieflavia piccinniEsiste la cittadinanza e la cittadinanza d’elezione. Se la prima è quella indicata dai nostri documenti – dal luogo dove siamo nati e dove siamo rimasti, o dal luogo dove...
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flavia piccinni
Esiste la cittadinanza e la cittadinanza d’elezione. Se la prima è quella indicata dai nostri documenti – dal luogo dove siamo nati e dove siamo rimasti, o dal luogo dove siamo finiti a seguito di mille peripezie -, la seconda è quella che aleggia nei cuori di tutti noi. E che ci lega – nonostante, appunto, la carta d’identità – a un a uno spazio che è piazza e strada, e rappresenta perfettamente come siamo in quel momento lì, in un preciso istante dell’esistenza, eterno guado fra il passato e il futuro.
In questi giorni Lucca è stata – e con un pizzico di ottimismo rimarrà ancora per l’intero anno grazie al ricordo di quanto vivremo fino a oggi - città d’elezione per le migliaia e migliaia di persone che l’hanno scelta per visitarne gli stand, partecipare alle presentazioni e agli eventi, affollare le vie e goderne delle bellezze.
In questi giorni Lucca dal Medioevo è stata trasportata in un’epoca che non ha date ma solo personaggi animati.
A popolarla è arrivata una folla gentile da tutto il Paese – e, in più di un caso anche da mezza Europa e dal Giappone –, che ha raggiunto gli hotel e i B&B, ha gremito le case in affitto dei lucchesi (che continuano a fuggire, ma adesso per affittare i loro appartamenti a chi è in disperata ricerca di una camera) e spalancato ogni angolo, anche il più nascosto, della città.
E sono proprio loro – i membri dalle molte forme e dai mille colori, il popolo cortese dei Comics&Games, un fiume di persone appassionate – che meriterebbero questa medaglia che è la cittadinanza d’elezione, da rinnovare ogni anno e ogni volta che si sceglie di buttare una carta nel cestino e non per terra, si fa la fila in silenzio chiacchierando a bassa voce, si rispetta l’altro e non si tenta di dominarlo.
«Quando vengo qui – mi ha raccontato Matteo, 23 anni, da Pordenone; con una storia che è molto simile a quella che già tante volte ho sentito – è come se fosse una festa: ritrovo persone che conosco da dieci anni, andiamo sempre nel solito bar a fare colazione con torta di riso e cappuccino, e poi ritrovo Lucca. I Comics mi hanno fatto scoprire questo posto, il vero protagonista di tutte le mie storie su Instagram».
I social diventano così – oltre uno straordinario e gratuito spot per la nostra città -, uno strumento di narrazione e di affermazione di questa cittadinanza ideale, che si sublima adesso in Biancaneve e i Sette Nani – dove Biancaneve è una splendida ragazza, e i sette nani dei palestratissimi giovani – adesso in una quantità incredibile di travestimenti tanto precisi da risultare indistinguibili da quelli proposti negli stand.
Ed è un mondo sommerso che riemerge, un’Atlantide perduta che si fa miniera, quella che mi racconta Agnese, che viene da Roma, il viso dipinto di azzurro: «Sono venuta con i miei genitori perché non mi credevano che tutta Lucca diventasse altro. Pensavano che fosse una bugia, che fosse impossibile che un’intera città si trasformasse. Qui, sembra di stare in un mondo ideale, dove nessuno ti giudica e tutti apprezzano le scelte anticonformiste».
Ormai parlare di anticonformismo – va detto – è forse esagerato, perché lo spirito dei Comics & Games si declina in tutti i luoghi e in tutti i negozi, quasi da diventare canone.
«Sono scesa – mi racconta Paola – e al posto della rivendita del pane c’erano dei peluche rosa. Anche nei banconi del frigo! Dei giapponesi hanno preso il locale e lo hanno trasformato nel giro di una notte. L’ho trovato molto divertente».
Uguale sorte per i tanti negozi d’abbigliamento e di scarpe che per cinque giorni l’anno si trasformano in una porta su un regno fatato.
Non resta dunque che godersi lo spettacolo prima che con la mezzanotte – o quasi – non si dissolva, e approfittare della cortesia dei nostri ospiti per imparare a nostra volta qualcosa. —
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