La protesta
Restano in carcere i due fratelli topi d’auto
LUCCAC’era mezzo campo nomadi ieri mattina nel corridoio del palazzo di Giustizia in attesa delle decisioni del giudice Nidia Genovese sui due fratelli Balestra finiti in manette con l’accusa di una...
LUCCA
C’era mezzo campo nomadi ieri mattina nel corridoio del palazzo di Giustizia in attesa delle decisioni del giudice Nidia Genovese sui due fratelli Balestra finiti in manette con l’accusa di una serie di furti d’auto. Speravano di riportare a casa i loro congiunti. Invece dopo la convalida Devid e Samuele Balestra, rispettivamente di 31 e 33 anni, sono rimasti in carcere in attesa del processo con rito direttissimo che si terrà martedì 6 novembre. Si tratta di due professionisti dei furti su auto in sosta. Il primo venne arrestato dalla polizia nel 2014 mentre cercava di rubare, assieme ad altri parenti, auto in sosta in via Cantore. Un agente fuori dal servizio lo fece catturare mettendo a repentaglio la sua vita visto che venne travolto dall’auto su cui viaggiavano tre nomadi. Il secondo invece finì in manette nel settembre 2013 mentre, assieme ad altri residenti nel campo nomadi, ripuliva le auto in sosta, specie quelle dei turisti, nel parco fluviale. I due nomadi, dipendenti di una cooperativa deputata ai lavori socialmente utili, furono arrestati l’altro giorno dai carabinieri impegnati in un servizio mirato di prevenzione rivolti sulle auto in sosta, lungo le vie della città in concomitanza con l’inizio di Lucca Comics. I militari li intercettarono in fuga a bordo della loro auto dopo che un cittadino li aveva notati aggirarsi tra i veicoli. Al momento del controllo i due fratelli avevano una borsa e altri oggetti di scarso valore asportati poco prima dalle auto in sosta che erano state danneggiate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google