Sicurezza
Morto il primo trapiantato di cuore in Toscana
Spartaco Ghiglioni si è spento ieri all’età di 77 anni: si era sottoposto all’intervento nel 1987. Lunedì i funerali a Sant’Anna
lucca
Per 31 anni ha vissuto grazie al cuore forte di una diciannovenne. Si chiamava Alessandra e non passava giorno che Spartaco Ghiglioni non ringraziasse quell’angelo volato via troppo presto. Il gesto d’amore dei suoi genitori, dopo mesi di ricovero nell’ospedale di Pavia mentre sentiva la sua vita scivolargli via, gli diede una seconda chance. E lui questo non se l’è mai dimenticato tanto che volle conoscere i familiari della giovane che poi incontrò e ringraziò personalmente. Ieri quel cuore che batteva nel suo petto dal 24 marzo del 1987, data che lui celebrava e festeggiava ogni anno come un secondo compleanno, si è fermato. Spartaco Ghiglioni aveva 77 anni e viveva nella sua casa a Sesto Moriano. In Toscana è stato il primo a sottoporsi a un trapianto di cuore riuscito ed era considerato uno dei più longevi in Europa dopo l’operazione. Ex funzionario delle imposte dirette in pensione, è il padre dell’ex assessore Gianluca Ghiglioni e di tre figlie, Daisy, Stefania e l’ultimogenita Alessandra, nata tre anni e mezzo dopo il trapianto e il cui nome fu scelto proprio in ricordo della giovanissima donatrice. «Subito dopo il trapianto mio padre ha condotto una battaglia sia personale che attraverso le associazioni per la donazione degli organi - racconta il figlio Gianluca - partecipava agli incontri e ai convegni a Lucca sul tema raccontando la sua esperienza. In quel periodo la donazione degli organi non era una pratica molto diffusa, non era ancora sdoganata ma a lui il trapianto ha salvato la vita e ci teneva a lanciare questo messaggio di speranza». Spartaco Ghiglioni ha scoperto che il cuore aveva qualcosa che non andava quando aveva 41 anni. «A quell’età ebbe il primo infarto - racconta ancora il figlio ripensando a quel periodo - e dopo tre anni arrivò il secondo. Io avevo 17 anni e mi ricordo che lo portarono in ospedale a Pavia. Con lui andarono mia mamma, Deni Cortopassi (ndr: morta tre anni fa) e mia nonna. Io e le mie due sorelle restammo qui a Lucca con l’altra nonna. Prendevo il treno per andare a trovarlo tutti i fine settimana dopo la scuola. Lui stava molto male e l’unica cosa che poteva salvargli la vita era il trapianto. Ma non era facile in quel periodo trovare donatori quindi le possibilità di un cuore compatibile si riducevano ulteriormente». Invece poi il miracolo avvenne e Spartaco Ghiglioni, operato dall’equipe del professor Viganò, superò bene l’intervento, si riprese e poté ricominciare a vivere. «Per anni si è dovuto sottoporre a controlli mirati - spiega ancora Ghiglioni - e prendere farmaci specifici per scongiurare il rischio del rigetto. Ma il cuore di Alessandra era forte e nell’ultimo periodo si sottoponeva solo alla visita cardiologica classica. La morte di mio padre non è avvenuta per problemi cardiaci ma per una malattia incurabile. Il cuore ha retto benissimo per 31 anni - continua - tanto che lui è considerato uno dei più longevi trapiantati al mondo. Secondo una classifica sarebbe addirittura il terzo al mondo dopo un inglese (33 anni) e un altro italiano (32 anni)». I funerali di Spartaco Ghiglioni saranno il 5 novembre alle 15.30 nella chiesa di Sant’Anna. Le liste civiche SiAmoLucca e Lucca in Movimento si stringono intorno a Gianluca Ghiglioni, per la perdita del padre. —
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