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Lucca

Il gioco che migliora vita e lavoro: la mèta del Game Science Center

Barbara Antoni
Il gioco che migliora vita e lavoro: la mèta del Game Science Center

In seno a Imt nasce il centro le cui ricerche potranno portare benefici anche nel mondo dell’industria 

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LUCCA

Un centro di ricerca scientifica sul gioco, ma il gioco inteso come portatore di benefici su larga scala, di carattere sociale, per una collettività presa in diversi settori della vita reale: dalla scuola al lavoro per dire due dei punti nevralgici alla base di una società.

È una rivoluzione, per il pensiero comune, quella che potrà essere innescata dal lavoro del Game Science Center, il centro di ricerca sul gioco che sorgerà all’interno di Imt, nato da una “attrazione fatale” tra Lucca Crea e Scuola Imt Alti Studi, in particolare grazie al direttore di Lucca Crea Emanuele Vietina e al vice direttore di Imt Ennio Bilancini. Progetto unico in Italia e, come assicura Bilancini, anche in Europa: il Comune di Lucca ne rappresenta il soggetto partner e si farà promotore dei suoi risultati anche con le imprese locali. Come dichiara il vice sindaco Giovanni Lemucchi: «Convocherò gli industriali a un tavolo per sensibilizzarli: novità di questo tipo sono importanti. Anche i settori più forti a livello locale, come le cartiere e la meccanica, necessitano sempre più di specializzazione in senso lato».

Un passo indietro per spiegare meglio il senso della ricerca del gioco terapeutico, del gioco attraverso il quale si possono migliorare i comportamenti dell’essere umano. Uno studio che, a onor di cronaca, nasce a Modena, nel circuito del festival Modena Play, di cui ha fatto parte Bilancini, modenese, già ricercatore all’università di là e docente di storia del gioco prima di vincere il concorso in Imt, oltre che gamer egli stesso. Modena Play ha come direttore artistico Andrea Ligabue, ieri a Lucca per portare la sua testimonianza di applicazione della teoria del gioco migliorativo dei comportamenti nelle scuole.

«Dal punto di vista dell’analisi scientifica - spiega Bilancini - il gioco è un’attività simulativa organizzata in maniera astratta e semplificata. Lo scienziato cerca di mettere insieme un sitema di regole e meccanismi per spiegare il gioco. L’essere umano, che per anni accumula conoscenze e modelli di realtà, ha un’attitudine intrinseca per l’attività ludica, che gli dà piacere. Ecco che la formazione principale per un essere umano avviene attraverso il gioco, che per la teoria è qualcosa di applicabile dove ci sono entità decisionali: è una lettura dell’esistente. Il politico - esemplifica - può usare il gioco per accompagnare le persone a certi comportamenti». Nel linguaggio scientifico il gioco ha un effetto nugging, una “spinta leggera” che nasce da un beneficio psicologico: si possono progettare eventi, aggiunge Bilancini, «per la promozione congiunta del gioco anche verso l’industria».

Si riaggancia a questa conclusione l’impegno di Lemucchi per il tavolo con gli industriali. Confortato dalla chiosa di Vietina, il quale sottolinea che «tantopiù il territorio contribuirà a questa ricerca, tantopiù vi potremo lavorare. Le aziende possono fare la loro parte». —

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