Il Tirreno

Lucca

l’incontro in san francesco 

Dialogo su stelle e spazio «Presto andremo su Marte»

Paola Taddeucci
Dialogo su stelle e spazio «Presto andremo su Marte»

In San Francesco  l’astronauta Umberto Guidoni e il fumettista Leiji Matsumoto «Prima di volare nel cosmo proteggiamo la Terra»

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LUCCA

Fa bene viaggiare nello spazio, sia immaginato che vissuto. Lo hanno dimostrato i protagonisti dell’incontro di ieri a Lucca Comics: il grande disegnatore giapponese Leiji Matsumoto, cantore di astronavi intergalattiche e di pirati spaziali come il celebre Capitan Harlock, e l’astronauta Umberto Guidoni, nel 2001 primo europeo a salire sulla Stazione internazionale. Per oltre un’ora i due hanno affascinato il pubblico della chiesa di San Francesco – gremitissima, nonostante la pioggia incessante e il pomeriggio avanzato – raccontando di stelle, pianeti, sogni, esplorazioni, libertà, fantasia, viaggi, frontiere, limiti, immaginazione. E ancora altro. Insomma, non proprio una conversazione da bar. A nobilitarla ha contribuito anche l’intervistatrice: la scrittrice Licia Troisi che è astrofisica oltreché star incontrastata del fantasy made in Italy.

Tutti a volare, insieme, nello spazio. Verso Marte, per esempio. Guidoni è certo che nel giro di trent’anni andremo sul pianeta rosso. «Le donne e gli uomini che ci arriveranno – sostiene – sono già nati. Ed entro poco tempo si potranno fare i viaggi turistici nello spazio, che quindi sarà alla portata pure di chi non è astronauta. Il resto è ancora tutto da immaginare: lo spazio è la nuova frontiera». Su Marte dice di voler andare a tutti i costi il maestro Matsumoto – che compirà 81 anni a gennaio 2019 - ricordando come il cielo sia stata la sua casa fin dall’infanzia, quando si addormentava cullato da un mare di stelle. «Ho visto più volte il mondo dall’alto ma non mi basta: voglio andare su Marte. Non mi importa se sarà un viaggio di sola andata: finché non potrò andarci, non mollerò. E auguro a tutti di fare questo viaggio. Non prima, però, di aver pensato alla Terra, proteggendola in ogni modo». Ed è proprio il pianeta su cui viviamo ciò che è rimasto maggiormente nel cuore a chi, come Guidoni, nello spazio è andato due volte: prima della missione del 2001, durata poco più di 285 ore (circa dodici giorni), nel 1996 era stato in orbita quasi 378 ore. «La Terra è ancora più bella vista da lassù – racconta -: un’immagine che quasi toglie il respiro. Su tutto domina il blu degli oceani. Quando si torna, quel gioiello incastonato nel nero dello spazio rimane impresso per sempre. E capisci quanto sia bello e raro, quindi fragile e delicato. Capisci quanto sia importante tenerlo bene». Di libertà e di sogni ha infine parlato il sensei (maestro in giapponese) nel descrivere i suoi pirati delle galassie: «Il pirata è un uomo libero e i suoi simboli, teschio e ossa, significano autodeterminazione, caparbietà. Il pirata spaziale è colui che si muove in libertà nei suoi sogni». —



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