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«Lucca è un posto bellissimo per suonare»

Nicola Nucci
«Lucca è un posto bellissimo per suonare»

Parla Robben Ford, protagonista del concerto del Winter Festival. «Ogni mio disco è diverso da quello precedente»

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LUCCA

Un talento della chitarra, un maestro del blues. Robben Ford è il protagonista del concerto del 15 novembre al teatro del Giglio per il ritorno del Winter Festival, versione invernale del più famoso Summer.

Il musicista americano, capace di emozionanti incursioni tra jazz, fusion e soul, ha colloborato con artisti del calibro di Miles Davis, Burt Bacharach, George Harrison, Joni Mitchell, Bob Dylan, e Michael McDonald fino agli Yellow Jackets e molti altri.

L'artista californiano parla del suo ritorno a Lucca dopo l’esibizione nel 2014 con Jeff Beck in piazza Napoleone. «E’ una città stupenda, dove si respira storia e arte. Ci torno con molto piacere perché è una location bellissima per suonare e stavolta sarà un concerto “indoor” in una dimensione teatrale».

Uno show dal sound caldo e avvolgente che Ford è capace di sprigionare dalle sue chitarre “old style”. Il mito della chitarra blues ha pubblicato alla fine di ottobre il suo nuovo album di studio, "Purple House".

«La mia idea per il disco era di creare un progetto con molta più enfasi sulla produzione di quanto avessi mai fatto in passato. Per ogni mio disco mi sono spinto oltre. Non ho mai pubblicato un album che suonasse simile al precedente e anche in questo caso mi sono comportato così. È qualcosa di differente e lo sarà anche in questa versione con una nuova band. La musica è il modo migliore che abbia mai trovato per esprimere la mia energia creativa».

Accompagnato da Casey Wasner, Ryan Madora e Derrick Phillips, l'ultraquarantennale carriera artistica di ord, musicista e compositore statunitense, è davvero impressionante: non a caso è stato inserito tra i migliori cento chitarristi del ventesimo secolo dalla prestigiosa rivista americana Musician ed ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Awards.

Cresciuto in California alla fine degli anni ’60, è stato giovane testimone diretto dell’epoca d’oro della chitarra elettrica. Impossibile etichettarlo o incasellarso ai limiti di un genere, il suo percorso artistico prevede diverse tappe nel jazz, nel rock e nel funky. Un percorso cucito con una cifra stilistica inconfondibile.

«In questo nuovo album ho cercato un suono più fresco, ma senza perdere di vista i miei riferimenti del passato come Michael Bloomfield e la Paul Butterfield Blues Band, Laura Nyro, John Coltrane, Wayne Shorter, Miles Davis e Sonny Rollins. E il grandissimo BB King con cui mi sarebbe piaciuto suonare. E la musica di oggi? Adoro il gruppo degli Alabama Shakes».

Insomma, un vero e proprio evento da non perdere. E un grande colpo del Winter Festival in attesa di altre date annunciate dal patron Mimmo D'Alessandro per il 2019. —



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