Il Tirreno

Lucca

Parla la signora Maria Luisa che con l’associazione Lorenzo Guarnieri si è battuta per l’approvazione della legge sull’omicidio stradale 

La mamma di Valentina uccisa poco lontano da lì «Sono sei anni che dico che il viale è pericoloso»

DONATELLA FRANCESCONI
La mamma di Valentina uccisa poco lontano da lì «Sono sei anni che dico che il viale è pericoloso»

l’intervistaLei - racconta - ieri pomeriggio era lì, sul viale a Mare poco distante dal punto in cui alle 4 del mattino un’auto pirata fa falciato tre giovanissimi. Perché su quella stessa strada, a...

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l’intervista

Lei - racconta - ieri pomeriggio era lì, sul viale a Mare poco distante dal punto in cui alle 4 del mattino un’auto pirata fa falciato tre giovanissimi. Perché su quella stessa strada, a poche centinaia di metri, di fronte ad un altro locale Maria Luisa Secchi nel 2013 ha perso la figlia Valentina Prisco, in una notte di maggio di pioggia intensa, alle 4,30 del mattino. A soli 27 anni, investita mentre attraversava la strada di ritorno da una festa con amici. Alla guida un trentenne di Firenze, risultato positivo all’alcoltest. «Disse che aveva pensato ad un bottiglia sul cofano», ricorda oggi mamma Maria Luisa di fronte alla notizia dei giovani in gravissime condizioni dopo l’incidente nella notte di Halloween.

Nelle prime ore del mattino, quando ancora dell’investitore dei tre diciannovenni ancora non si sa niente, Maria Luisa guarda dritto negli occhi il cronista e parla così: «Il rimorso per quello che ha fatto non gli passerà mai per tutta la vita. Come non passerà mai il lutto a noi famiglie colpevoli di essere vittime, come ha ben scritto Stefano Guarnieri, il padre di Lorenzo, che con la battaglia della associazione ha portato alle legge sull’omicidio stradale».

La madre di Valentina si è battuta, in Versilia e non solo, insieme all’associazione “Lorenzo Guarnieri”. Ed al fianco delle troppe famiglie che lungo le nostra strade hanno perso giovani e giovanissimi. «A maggio 2019 saranno sei anni dalla morte di mia figlia e sei anni che vado ripetendo che il viale a Mare è pericoloso. Basta passare qualche attimo lì, come faccio io quando vado al cartellone che ricorda Valentina e che presto dovrà essere sostituito da un monumento che sarà di monito, per accorgersi che le auto viaggiano ad ottanta chilometri l’ora».

Pericolosa non solo per la velocità, però. «Sì - ricorda mamma Maria Luisa -: in questi anni ho raccolto le testimonianze dei genitori che attendono i figli, la notte, fuori dal Seven. In quel punto, data la presenza del dislivello del ponte, non è facile per chi guida accorgersi che ci sono i ragazzi sul viale a Mare, a piedi». Ragazzi e ragazze che alla chiusura dei locali “sciamano” verso auto e motorini, stanchi, con le orecchie rimbombanti di musica. Ed allora la madre di Valentina pone la domanda delle domande: «Ci sono regole precise sulla strada: le vogliamo rispettare queste regole, una volta per tutte, o no?».

Parole di chi assicura che «la battaglia per la sicurezza sulle strade non la mollo», ma che non può non ricordare quello che troppe famiglie ancora si trovano costrette a fare: «Io sono a lutto e lo sarò per tutta la vita».

Difficile chiedere a Maria Luisa di parlare ancora. Soprattutto dell’investitore di Valentina, che qualche tempo fa - dopo una condanna in Appello ridotta da 2 anni e 8 mesi e 1 anno e 8 mesi - si è fatto avanti, con una lettera prima ed una telefonata dopo ,chiedendo di essere perdonato. Ed una madre cosa può rispondere... «Posso rispondere che sono trascorsi cinque anni e che quello che mi viene chiesto serve solo alla riabilitazione che chi ha ucciso la mia Valentina ha diritto di chiedere, come tutti, passato questo periodo. Il perdono non è a questo punto che va chiesto». —

DONATELLA FRANCESCONI

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