Il Tirreno

Lucca

al cimitero di gallicano 

Inaugurato il restauro della cappella monumentale

Nicola Bellanova
Inaugurato il restauro della cappella monumentale

L’intervento è nato dall’impegno di un gruppo di parrocchiani sensibili al degrado in cui versava l’edificio che si rivolsero al sindaco per cercare i fondi 

2 MINUTI DI LETTURA





GALLICANO

Un gioiello architettonico e dal grande valore affettivo è tornato agli ottocenteschi splendori grazie alla caparbietà di alcuni cittadini, sindaco in testa, che hanno regalato alla comunità e al pievano un pezzo di storia. È succeso a Gallicano dove, dopo anni di incuria e degrado, ieri mattina, al termine della santa messa di Ognissanti, è stata riaperta ufficialmente la cappella monumentale dell’antico camposanto posto di fronte al sagrato della pieve San Jacopo.

Il “cimitero vecchio” , come è conosciuto da tutti i gallicanesi, torna a splendere di un fascino secolare, fungendo, come ha detto il sindaco David Saisi, anche da sito di interesse storico per i turisti di passaggio dalla zona. Ma la cerimonia di inaugurazione, di fatto, è stato l’atto conclusivo di un processo partecipato e partito dal basso, e la data del primo novembre non è stata casuale. Tre anni fa esatti, infatti, un gruppo di parrocchiani e residenti nella zona più antica del comune, entrò nel cimitero per ridare decoro al vecchio luogo di culto, chiuso al pubblico e vincolato dalla Soprintendenza ai beni architettonici. Da lì nacque la voglia di realizzare qualcosa che riportasse la storia al suo posto, e regalasse una testimonianza da tramandare ai posteri.Così, i cittadini si recarono dal sindaco, pressandolo affinché reperisse i fondi necessari per recuperare la Cappella monumentale, che cadeva a pezzi e versava nel degrado più completo.

Don Fiorenzo Toti, pievano di Gallicano e uomo di grande cultura, appoggiò questa crociata, mettendosi a disposizione della comunità. E così, grazie ad un investimento di 70 mila euro reperiti dall’Art Bonus (25 mila euro) con l’aiuto di imprese locali, e arrivati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (i restanti 45mila), è stato possibile riaprire un bene dal grande valore architettonico e storico: aperto nel 1807 dopo l’editto napoleonico che dispose la sepoltura dei morti in aree esterne ai luoghi di culto, il sito sorge su un terreno acquisito dalla Curia già dal XV secolo, con vista mozzafiato sulla Pania.

La prima sepoltura, di cui restano tracce e lapide, fu quella della povera Annunziata Mazzanti, morta a soli dieci anni per annegamento. I lavori, compiuti dall’impresa Lorenzini di Barga e coordinati dall’architetto Pietro Biagioni di Castelnuovo, hanno interessato lo smontaggio e rimontaggio del tetto, il recupero dei pavimenti originari dell’800, il ripristino delle tonalità cromatiche e la messa in sicurezza dell’immobile: «Abbiamo accolto volentieri questa sfida – dice il sindaco Saisi – perché stiamo investendo molto su cultura e turismo come fonte di sviluppo, ma questo sviluppo passa dal recupero dei beni architettonici. Abbiamo iniziato col Comunello, poi con San Jacopo, con le mura del Castello e ora riportiamo alla luce questo gioiello». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web