Sicurezza
«Nessuna moschea sarà realizzata in via dell’Immagine Farnocchia»
Il sindaco Menesini replica all’opposizione che contestava una pratica che consentirebbe di aprire un nuovo centro islamico
CAPANNORI
«Nessuna moschea sarà realizzata in via dell’Immagine Farnocchia»: è una posizione netta quella del sindaco Luca Menesini dopo il caso esploso in consiglio comunale. Un duro scontro su una pratica urbanistica che per l’opposizione sarebbe uno strumento per autorizzare un nuovo centro islamico.
«Viste le continue bugie che circolano sull’argomento – dichiara il primo cittadino – devo ripetermi. La verità è che non ci sono le condizioni di viabilità e servizi perché il centro culturale islamico si trasferisca nel capannone vicino al cimitero di Capannori. Su questo non c’è nessun voto in consiglio o chissà dove. Nessuno. Punto e a capo. Altra cosa è la nostra decisione di fare modifiche al regolamento edilizio, una scelta che prevede il voto in consiglio comunale, in modo che nessuna attività impattante trovi sede in zone inappropriate dal punto di vista delle strade e dei parcheggi. Questa è una decisione presa per tutelare ancor di più i nostri centri abitati, la loro vivibilità, la loro capacità di soddisfare i cittadini che ci vivono. È una cosa che stiamo facendo, con altri strumenti, anche per quanto riguarda i parcheggi dei Tir».
Nel caso dei mezzi pesanti l’amministrazione c ha avviato una procedura per evitare il passaggio attraverso i centri abitati «perché creano traffico in strade non adeguate a sopportarlo. Ecco come stanno le cose: un’amministrazione che lavora per i cittadini e un’opposizione che sa solo e sempre dire no, anche a ciò che giova a tutti. Pazienza, facciamo anche senza di loro».
Quella del sindaco vuole essere una replica all’intervento dei gruppi Alternativa Civica, Energie per l’Italia, Forza Italia e Unione di Centro, che avevano proposto una variante del regolamento urbanistico. Una variante, sottolineava l’opposizione, «garantista non solo per questo caso della moschea, ma anche per altre situazioni simili. Perché voler fare tutto di testa propria senza ascoltare le proposte altrui e sopratutto senza volere un confronto? Per quale motivo avremmo dovuto accettare la loro soluzione e prenderla come oro colato senza poter nemmeno analizzarla, visto che il problema, se non lo avessimo sollevato noi, non sarebbe mai venuto fuori? Abbiamo agito nell’interesse della collettività di Capannori e aspettato 26 giorni perché valutassero la nostro proposta per integrarla e discuterla. Invece ci siamo trovati la delibera fatta senza poter nemmeno ribattere». —
N.N.
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