Il Tirreno

Lucca

Roberto Salani ha pubblicato 17 scatti della riapertura del locale nel 1981, che dopo 25 minuti venne bloccata dalla polizia 

Blitz al Casinò, spuntano nuove fotografie E su Facebook è subito corsa al ricordo

Emanuela Ambrogi
Blitz al Casinò, spuntano nuove fotografie E su Facebook è subito corsa al ricordo

il racconto BAGNI DI LUCCAImpazzano su Facebook le foto dei giorni della “mitica” apertura – per 25 minuti prima dell’arrivo della polizia che bloccò tutto – dello storico Casinò di Ponte a Serraglio....

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il racconto



BAGNI DI LUCCA

Impazzano su Facebook le foto dei giorni della “mitica” apertura – per 25 minuti prima dell’arrivo della polizia che bloccò tutto – dello storico Casinò di Ponte a Serraglio. A dare la stura a ricordi e commenti a 37 anni dal famoso blitz è Roberto Salani, autotrasportatore che vive a pochi passi dal Casinò. Con le foto dell’epoca postate su Fb ha rinfocolato la mai sopita rabbia della gente di Bagni di Lucca che, in buona parte, ritiene ancora oggi di aver subito un sopruso in base ai meriti e diritti che il Casinò di Ponte a Serraglio, il primo in Italia e il più antico d’Europa, storicamente avrebbe. Titoli superiori a quelli delle sale da gioco che pure sono aperte in altre città italiane.

Salani documenta con le sue foto, rispolverate dalle diapositive che aveva scattato nel settembre del 1981, i momenti del blitz e soprattutto i cartelli, di protesta, affissi dopo che erano comparsi quelli in cui la polizia indicava il sequestro dell’immobile. Il blitz, che tutti ricordano, era stato organizzato per l’11 settembre del 1981 dall’amministrazione comunale, guidata dal democristiano Enzo Tintori. Ritenendosi forti dei diritti storici, gli amministratori avevano sfidato i dinieghi alle richieste di autorizzazione all’apertura, le diffide e i divieti e il pomeriggio di quell’11 settembre, tra la curiosità, l’entusiasmo e l’incredulità di residenti e villeggianti, alle 17,40 la pallina aveva cominciato a girare nella roulette fino a quando, 18,05, la polizia aveva fatto irruzione, bloccando tutto.

Ora Salani pubblica 17 sue foto e fa rivivere la magia di un sogno svanito, che torna nel ricordo dei telegiornali e degli articoli usciti su tutti i quotidiani nazionali. Molte persone che appaiono nelle foto non ci sono più, ma l'emozione è grande nel tornare con la memoria a quel breve periodo di gioco vietato, che tanti guai portò alla amministrazione compresa una sanzione penale. Oggi il casinò di Bagni di Lucca è utilizzato come location per spettacoli, feste, convegni e mostre e viene anche affittato ai privati. Nel complesso c’è anche il museo del gioco d’azzardo dove si ricorda che la storia del Casinò iniziò nel 1308, quando i Bagni di Lucca erano una località termale frequentato dai possidenti lucchesi, ma anche da pellegrini e bisognosi. Per sostenere ebbe l’idea di regolamentare il gioco che si svolgeva nelle osterie e nelle bische, confinandolo alle terme dove nacque così il primo nucleo di casinò. La Contessa Matilde così riuscì a risolvere il problema di trovare le risorse per aiutare i più poveri, senza far pagare i cittadini e tenendo sotto controllo il proliferare del gioco d'azzardo. La notorietà internazionale del Casinò arrivo nell’Ottocento, quando la duchessa Maria Luisa di Borbone prima, nel 1819, e Carlo Ludovico di Borbone poi organizzarono e regolamentarono il gioco e un architetto parigino a costruire a Ponte Serraglio un palazzo da adibire il grande Casinò Reale, inaugurato nel 1839. La chiusura del Casinò avvenne nel 1953, alla scadendella concessione. —

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