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il caso  

Impianto idroelettrico sul torrente Lima No anche dalla Pro loco

Emanuela Ambrogi
Impianto idroelettrico sul torrente Lima No anche dalla Pro loco

Il sopralluogo con i tecnici della ditta in località Cevoli  non ha tranquillizzato operatori turistici e ambientalisti

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BAGNI

Anche la Pro loco ha fatto mette a verbale la sua assoluta contrarietà alla realizzazione di una nuova centralina sulle acque della Lima, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana. Ne dà notizia il comitato “Salviamo la Lima” , il quale adesso teme che il rimpallo di competenze tra gli enti che devono esprimere il parere definitivo possa, in realtà, essere fatto ad arte per superare l’opposizione al progetto, dichiarata dal consiglio comunale e dal consiglio regionale.

Per il comitato, il secondo sopralluogo nel punto in cui dovrebbe sorgere la diga per la captazione delle acque ha dimostrato che «dopo le spiegazioni del tecnico dell’azienda, le fortissime perplessità si sono trasformate in certezze. Questa colata di cemento e acciaio, non solo renderà impraticabile il turismo fluviale, ma rappresenterà uno scempio della natura circostante». Il comitato chiede quindi che enti e forze politiche si attivino per evitare che l’impianto metta a repentaglio le attività turistiche che stanno conoscendo un vero e proprio boom.

«La storia infinita della società genovese Green Factory che a tutti i costi vuol realizzare una centrale sulla Lima ha avuto un’ennesima puntata – scrive il comitato – i tecnici della Provincia, o a questo punto Regione, non si capisce bene, sono intervenuti sul posto, assieme al tecnico dell’azienda, per visionare il sito. Hanno presenziato al sopralluogo anche diversi esponenti delle società di canoa e di rafting e pescatori, che da questo progetto sarebbero fortemente danneggiati». Le spiegazioni ricevute su come dovrebbe essere realizzata la centralina hanno suscitato allarme negli operatori turistici e negli ambientalisti.

«È inspiegabile come questa società, che per sua stessa ammissione non porterà un solo posto di lavoro, possa venire da Genova a strappare l’unica speranza di sviluppo ad una vallata già tanto provata – aggiunge il comitato – certo le fa gioco questo rimpallo di competenze istituzionali che rendono impossibile ai non addetti ai lavori capirne l’evoluzione. L’Autorità di bacino del Serchio è oggi smantellata, i tecnici della Provincia sono passati in parte a Firenze, mentre altre competenze come quelle del Via sono state demandate ai tecnici della ex Provincia di Grosseto. Durante il sopralluogo abbiamo inoltre notato che ignoti hanno iniziato un taglio di alberi proprio in corrispondenza di dove dovrebbe essere realizzata l’opera. Sarebbe gravissimo se dovessimo scoprire che una Soprintendenza tanto attenta a vagliare nei minimi particolari i recuperi di vecchie abitazioni dei paesi ritenesse compatibile con l’ambiente una colata di cemento e acciaio nel greto del torrente e la realizzazione di una strada sulla sponda». —

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