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All’Iti va in scena la grande lotteria dei precari Ma tante cattedre saranno vuote per settimane
il raccontoFederica Scintu / LUCCASi respira l’aria pesante del precariato nell’aula magna dell’istituto tecnico industriale Fermi. Dal pulpito una voce scorre con freddezza un elenco di nomi: ha...
il racconto
Federica Scintu / LUCCA
Si respira l’aria pesante del precariato nell’aula magna dell’istituto tecnico industriale Fermi. Dal pulpito una voce scorre con freddezza un elenco di nomi: ha iniziato alle 9 del mattino e, come una sorta di cantilena, continuerà a pronunciarli fino alle 19. In platea centinaia di docenti delle scuole dell’infanzia e primaria provenienti da tutta Italia inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto - quasi tutti con diploma magistrale conseguito prima del 2001/2002 - in attesa di sapere, ad anno scolastico inoltrato (le lezioni sono iniziate il 17 settembre), se a loro spetti o meno una supplenza in uno degli istituti comprensivi della provincia e, per chi questo terno al lotto spietato delle nomine risulti favorevole, dove prenderanno servizio. La maggior parte sono insegnanti di sostegno e sperano di mantenere, almeno, il rapporto di continuità con l’alunno o l’alunna dello scorso anno. Ma questo, per la dura legge dei punteggi, non è un passaggio che può essere dato per scontato. «Da qui all’8 ottobre (ndr: data in cui saranno concluse le assegnazioni per tutte le scuole della provincia ) - spiega Antonio Mercuri di Cgil Flc - saranno assegnati in totale fra tutte le scuole della Provincia più di un migliaio di posti ancora sguarniti».
In realtà però, stando a quanto afferma la provveditora Donatella Buonriposi, non bastano nemmeno tutti questi precari per riempire i posti non coperti del sostegno e quindi «da ora e fino al 20 ottobre, quando i dirigenti avranno concluso le assegnazioni con chiamata diretta, il 50% se non di più degli alunni con disabilità rimarrà senza insegnante dedicato». E se la situazione appare già critica nelle scuole dell’infanzia e primaria lo è ancor di più nelle scuole secondarie (medie e superiori) nelle quali, come conferma Mercuri «mancano proprio i docenti di matematica e italiano perché le graduatorie sono esaurite». Un quadro confermato da Buonriposi che, per queste due materie, prospetta anche l’ipotesi di «chiamare da fuori graduatoria, quindi oltre la terza fascia di istituto, attingendo tra coloro che ha conseguito la laurea lo scorso anno».
«In due giorni assegneremo tra le 500 e le 600 cattedre - dichiara il dirigente del Fermi nonché “organizzatore” di queste giornate di assegnazioni, Massimo Fontanelli - in un giorno e mezzo, grazie al lavoro delle segreterie, siamo riusciti a incrociare le graduatorie in base alle richieste e ai punteggi degli insegnanti. Il tutto in nome della trasparenza e per cercare di ridurre il più possibile i disagi». Ma di disagi purtroppo la scuola ne è piena e a raccontarlo sono gli stessi docenti, ormai esasperati e a tratti quasi arresi di fronte a questo tipo di procedure massive, caotiche e per i non addetti ai lavori al limite del “cervellotico”. Hanno tutti dai 35 anni in su, in mano fogli stropicciati su cui depennano i nomi dei colleghi man mano che vengono pronunciati: il più “vecchio” in graduatoria di anni ne ha 60, proviene dalla Sicilia dove ha lasciato moglie e figlio e da tre anni si è reinventato insegnante di sostegno nelle scuole della provincia di Lucca. Alle 14 il suo nome non era ancora stato pronunciato.
«Sono precaria da 14 anni - racconta Alessandra Boni, 51 anni, di Sillano - per pochissimo non sono rientrata nelle assunzioni di ruolo ma la verità è che non riescono a stabilizzarci. Per otto anni ho fatto cento chilometri al giorno e, anche se è stata dura, non lo rimpiango. È merito dei precari se le scuole funzionano». Dalla lotteria dei posti disponibili Boni ha portato a casa la sua piccola ma grande vittoria: la conferma, per il quarto anno, di una supplenza annuale all’istituto comprensivo di Piazza al Serchio. Roberto De Laurentiis invece di anni ne ha 38 ed è precario da 5: per inseguire la cattedra ha lasciato Caserta. «In realtà cambio città e casa a seconda dell’istituto in cui mi viene assegnata la supplenza - dice - spero di prendere Camaiore 1 come l’anno scorso...». Sempre da Camaiore arrivano anche Veronica Dondoli, 38 anni e Anna Baesso, 37. Insegnanti di sostegno dello stesso bambino quest’anno hanno deciso di rinunciare al posto comune (ovvero quello di maestra di classe) «pur di non interrompere il percorso di continuità». E ci sono riuscite.
Anna Rita Tortelli ha 57 anni, è mamma e nonna ed è precaria dal 2006. «Ho preso il sostegno a Castiglione di Garfagnana e come alunno avrò lo stesso bimbo dello scorso anno - dice - quello di cui avremmo bisogno è di una maggiore stabilità. Anche perché la scuola è l’unico settore in cui si può licenziare e assumere quante volte vuole. E poi come mai per le supplenze ci reputano idonei e per il ruolo no?». —il racconto
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