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Mister Tagetik si compra palazzo Andriani

Mister Tagetik si compra palazzo Andriani

Pierluigi Pierallini ha rilevato attraverso Sotheby’s il grande complesso in via Battisti: presentato il progetto di restauro

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LUCCA. Pierluigi Pierallini, fondatore di Tagetik, azienda di software, ha acquistato palazzo Andriani in via Cesare Battisti. E per il restauro della dimora storica è già stato presentato, a metà giugno, un progetto in Comune con l’obiettivo di realizzare uffici al piano terreno (là dove, un tempo, c’era l’esattoria) e residenze ai piani superiori. La vendita è stata curata dalla casa d’aste inglee Sotheby’s, che partiva da una base di un milione e 700.000 euro.

Una storia lunga e importante, quella di palazzo Andriani, che fu completamente restaurato dalla famiglia omonima nel XVIII secolo a partire dalle antiche domus medievali. Con un particolare che fa fare un ulteriore balzo all’indietro nel tempo: secondo alcuni studiosi, infatti, nei suoi locali interrati si trovano i resti di quella che potrebbe essere la “porta nord” della cerchia di mura romane, la prima costruita a Lucca.

A partire dalla fine degli anni Cinquanta, come accennato, il palazzo è diventato sede dell’esattoria intercomunale. Seguendo il destino di questo servizio: quando da Lodi ci fu la calata di Gianpiero Fiorani sulla Cassa di Risparmio di Lucca, infatti, l’esattoria passò (nel marzo 2002) insieme ad altri immobili nel paniere della Popolare: prima nella "Bipielle immobili", poi con cambio di denominazione nella "Bipielle real estate". Qualche mese più tardi un nuovo conferimento, stavolta nella "Bipielle immobili strumentali".

Intanto, però, gli uffici si erano trasferiti: prima in via Angeloni a Sant’Anna, poi nella nuova sede di Guamo. Così a novembre 2005 palazzo Andriani venne venduto per una cifra intorno ai 4 milioni a un’immobiliare milanese, la "Olivia srl". Nel frattempo c’era anche stato un interessamento da parte della Provincia e della dirigenza del liceo classico per potervi realizzare una seconda sede per la scuola e, soprattutto, per realizzarvi una palestra. Progetto poi rimasto nel cassetto. Così come quelli dell’immobiliare Emme C, che l’aveva acquistato dalla Oliva con l’intenzione di farne un albergo.

La crisi dell’edilizia e la necessità di ingenti lavori aveva poi portato la società nel gorgo del fallimento e l’intero complesso era finito all’asta giudiziaria. Dopo una serie di ribassi il curatore, il ragioniere Fabio Vergamini, era riuscito a trovare un acquirente, per la cifra non stratosferica di 992.000 euro. Si tratta della società immobiliare milanese Devar srl che, attraverso una “mediazione” di un’azienda di diritto lussemburghese, fa capo al fondo americano Värde, lo stesso che ha anche acquistato il gruppo alberghiero Boscolo.

Ora l’ultimo passaggio di mano, in attesa del restauro e del nuovo utilizzo. —

 

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