Lutto
La rivoluzione di Maria Luisa 200 anni dopo: incontri e corsi
Le iniziative, organizzate dalla Fondazione Bml con il provveditorato vogliono far conoscere la figura dell’Infanta di Spagna che governò Lucca
LUCCA
Si scaldano i motori per celebrare il bicentenario dell’arrivo a Lucca di Maria Luisa di Borbone, la nobildonna spagnola che tanto fece per la nostra città, dove ha lasciato tracce evidenti del suo spirito innovativo. L’Infanta di Spagna, divenuta duchessa di Lucca dopo il Congresso di Vienna, giunse nella lussuosa dimora lucchese - oggi palazzo Ducale - il 7 dicembre 1817, succedendo a Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone, ma il suo governo iniziò un anno dopo e si protrasse fino al 1824 quando morì a 42 anni.
Un anno di lavoro e di ricerca sul progetto intorno alla figura di Maria Luisa. Merito del professor Pietro Paolo Angelini, ideatore e responsabile dell’iniziativa, nel consiglio di indirizzo della Fondazione Banca del Monte che promuove e sostiene il progetto, realizzato con l’Ufficio scolastico di Lucca. «L’obiettivo è ripercorrere le tappe storiche della permanenza a Lucca della granduchessa e studiarne i contenuti, offrendo ai cittadini, soprattutto agli studenti, opportunità formative», spiega Angelini.
Il giorno successivo al suo arrivo - l’8 dicembre - Maria Luisa si recò nel palazzo dell’attuale fondazione, allora sede del Monte di Pietà e ordinò che fossero restituiti i pegni ai cittadini non abbienti, senza pretendere gli interessi che sarebbero stati pagati dal Tesoro dello Stato. «Questo - precisa il presidente della Fondazione, Oriano Landucci - fu il primo passo verso una serie di cambiamenti che porteranno a una trasformazione della città e delle abitudini della sua gente. A Maria Luisa si deve la profusione e lo sviluppo di cultura e istruzione, ma anche l’arricchimento della dimora di piazza Napoleone e la deliberazione della costruzione dell’acquedotto del Nottolini».
Fitta l’agenda di appuntamenti per vivere “Il tempo e i luoghi di Maria Luisa” che vedrà protagonisti gli studenti di scuole superiori di Lucca e Viareggio nel progetto triennale alternanza scuola-lavoro suddiviso in 15 parti che coinvolge 1.000 studenti e 100 insegnanti, reso possibile grazie a un contributo di 30.000 euro: 2.000 per ogni scuola, oltre alle spese. Ci saranno incontri con gli studenti il primo ottobre all’Iti Fermi, il 2 ottobre al Pertini. Il 15 Nadia Verdile presenterà, nell’auditorium della Fondazione Bml in piazza San Martino, il suo volume “Da Madrid a Lucca, una Borbone sullo scacchiere di Napoleone”. Il 23, a Viareggio, monsignor Giovanni Scarabelli presenta “La Villa Borbone di Viareggio” con visita guidata alla cappella gentilizia e al mausoleo. Il 7 novembre nell’auditorium Bml a Lucca, Olimpia Niglio presenta il libro “Lucca 1818. Storia di un abbellimento urbano”. Infine, il 15 novembrem sempre nell’auditorium Bml, Federica Quilici presenta il suo libro “Maria Luisa di Borbone - Gli affari ecclesiastici nel Ducato di Lucca”. —
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