La protesta
La maglia azzurra nel mirino di David Bonaventuri
Il fotografo di Montefegatesi privo di una gamba dopo un infortunio ha preso parte al ritiro premondiale della nazionale italiana di calcio amputati
Si allena con gli azzurri, e spera proprio di entrare in pianta stabile nella nazionale italiana di calcio amputati David Bonaventuri, il maestro della fotografia “estrema”, capace di catturare scatti magici nei luoghi apparentemente più inaccessibili, anche se è senza una gamba.
Da una settimana il 31enne fotografo di Montefegatesi, che è pure segretario della Pro Loco di Bagni di Lucca, si allena con la nazionale amputati dove è arrivato grazie a un incontro con Paolo Capasso, uno dei big della squadra azzurra, un ragazzo di Lucca che già da quattro anni è una colonna della nazionale.
La squadra tra una ventina di giorni sarà in Messico per i mondiali. Bonaventuri, fresca new entry del gruppo, non ci sarà, ma farà di tutto per entrare in pianta stabile nel team subito dopo i campionati messicani. «Ho ricevuto l’invito ad andarmi ad allenare dal trainer della Nazionale – spiega David – e quindi sono andato con gli azzurri ad Asiago. La squadra in questo periodo sta preparando il Mondiale che si svolgerà in Messico dal 24 ottobre. L’Italia si è qualificata e si sta allenando per fare benissimo ai mondiali. Il mio impegno è massimo per diventare un componente permanente del gruppo, al ritorno della formazione dal Messico».
La nazionale italiana calcio amputati è nata dalla volontà di Francesco Messori, un ragazzo nato senza una gamba ma con una forte passione per il calcio. Nel 2011 il Csi Centro Sportivo Italiano concesse a Francesco di giocare in un campionato Csi di normodotati. Utilizzando i social Francesco reclutò un gruppo di persone amputate provenienti da tutto il territorio italiano. Nel 2012 la squadra si costituì sotto l’egida della presidenza nazionale del Centro Sportivo Italiano. Oggi la Nazionale fa ufficialmente parte della Waff (World Amputee Football Federation).
La nuova esperienza in questo team da parte di Bonaventuri, postata sui social con diverse foto, sta raccogliendo un imponente massa di apprezzamenti, a testimonianza dell’affetto ammirato e dell’incoraggiamento che il fotografo riceve, non solo nella Val di Lima.
Il suo coraggio, la sua determinazione, la sfida che ha lanciato da tempo al destino che gli ha tolto una gamba sono al centro dell’attenzione di tutti. «Fin da quando ero bambino – dice David – la mia passione per la fotografia è stata una parte importante della mia vita. Dopo averla lasciata in sospeso per alcuni anni, dal 2013, in seguito al mio infortunio sul lavoro avvenuto nel 2012, con l’amputazione dell’arto inferiore sinistro, è diventata la mia terapia quotidiana, che mi ha aiutato, insieme alla famiglia, a superare dei momenti difficili».
David vive a Montefegatesi con la sua ragazza. E non solo non si è arreso, ma la sua forza e la sua determinazione sono state e sono quotidianamente un esempio per tutti. Riesce a percorrere tragitti non facili e a raggiungere mete inaccessibili a molti. C’è da chiedersi come riesca a non aver paura. Le sue avventure, anche lavorative, avvengono quasi sempre in totale solitudine. «Quasi sempre da solo. Ma sia chiaro: vado in montagna, ma non nei luoghi pericolosi».
In poco tempo ha fatto enormi progressi nell’adattamento alla sua nuova condizione e ora è pronto per diventare un protagonista anche nel mondo del calcio. —
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