Finanza
Bonifica ex officine Lazzi Il Comune: nessun rischio
Palazzo Orsetti replica alle critiche mosse dal Movimento 5 Stelle in merito alla situazione dell’immobile
LUCCA
Bonifica dell’ex Lazzi, il Comune risponde alle accuse del Movimento 5 Stelle e spiega che non ci sono rischi di contaminazione. «Con l'individuazione, nel 2013, da parte della Provincia di Lucca del soggetto responsabile della contaminazione dell'area (la Fratelli Lazzi) il Comune di Lucca – spiega la nota – ha approvato un piano di indagini integrative per la Caratterizzazione del sito (indagini che in sostanza servono a capire quali sono le caratteristiche dell'inquinamento e come si diffonde) che era già stato caratterizzato in parte dal soggetto proprietario dell'area, la Guingi Srl. I lavori di bonifica sono comunque proseguiti nel tempo nonostante i ricorsi al Tar delle parti e attualmente sono in corso solo i lavori di bonifica delle acque di falda, in quanto la Regione, con Decreto n. 11512 del 3 agosto 2017, ha certificato l’avvenuta bonifica della matrice terreno: in sostanza la Regione ha certificato che il terreno è libero da inquinamento».
«Invece – continua l’amministrazione – per ciò che attiene le attività di bonifica delle acque sotterranee (bonifiche che sono in gran parte effettuate in remoto, vale a dire senza la presenza in loco di persone) a fine luglio 2018 la ditta che effettua i lavori di bonifica per conto della Lazzi ha richiesto una variante progettuale/azioni integrative, come già previsto nell'elaborato progettuale approvato a suo tempo dagli enti, per continuare nelle attività di bonifica delle acque di falda. Ad oggi questa richiesta è al vaglio di Arpat e Regione ».
«In merito al timore per i pozzi dell'acquedotto – prosegue il Comune – Arpat ha svolto più di una campagna di controllo e nell'ultima nota a riguardo ha comunicatola ripetizione delle analisi sulle acque sotterranee, interne ed esterne al sito contaminato e che “… l’inquinamento rilevato nel sito non dà, allo stato attuale, un apporto significativo alla diffusione verso valle della potenziale contaminazione, così come non risulta influenzato da contributi provenienti da monte, confermando quindi quanto emerso con il precedente controllo di maggio 2012 ...”». —
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