Gioco
351mila euro investiti in diamanti Imprenditore denuncia la banca
Era stato convinto dal direttore della filiale a stanziare gran parte dei suoi risparmi prospettando che non vi fosse alcun rischio di perdita del capitale impiegato
CASTELNUOVO. L’indagine della procura di Lucca - che presto invierà gli atti per competenza territoriale alla procura di Milano - sulla «truffa dei diamanti a prezzi gonfiati» si arricchisce di un nuovo capitolo. Pardon, di una nuova vittima. Una dozzina infatti le denunce presentate in procura da professionisti, industriali, commercianti che si sono fidati di istituti di credito investendo ingenti somme di denaro in beni rifugio come i diamanti. D’altronde, come canta il poeta triste Fabrizio De Andrè, dai «diamanti non nasce niente».
Stavolta il truffato è imprenditore della Garfagnana, cliente e correntista da anni della Cassa di Risparmio di Lucca ora Banco Popolare di Milano, che dal 2013 al 2016 stipulando otto contratti di acquisto ha versato ben 351mila euro, buona parte dei suoi risparmi, per un investimento che il direttore della filiale dell’istituto di credito gli aveva assicurato sicuro e tranquillo e soprattutto privo di qualsiasi rischio e quindi coerente con il suo profilo di risparmiatore-investitore prudente e avveduto prospettando pure moderati rendimenti.
Nell’ottobre 2013 l’imprenditore viene convinto dall’allora titolare della filiale BPM di Castelnuovo a stipulare alcuni contratti d’acquisto di diamanti da investimento della società Intermarket Diamond Business spa con sede a Milano che venivano collocati tramite il canale bancario. Stando all’accusa l’istituto di credito percepiva mille euro per ogni cliente oltre ad una percentuale del 10-12% a seconda dell’importo corrisposto. Sino all’agosto 2016 l’imprenditore poco più che cinquantenne in tranche da 50 e 25mila euro ha investito in diamanti oltre 351mila euro. Alla filiale nel frattempo si erano alternati altri due direttori a cui l’uomo aveva spiegato che quella cifra voleva destinarla alla tranquillità economica della famiglia e al futuro dei figli.
Soltanto di recente l’imprenditore ha scoperto - visto che non aveva ricevuto nessuna informazione al riguardo dalla banca - che quella pratica commerciale era censurata dall’Agcm e che l’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato al Banco BPM spa una multa di 3 milioni e 500mila euro mentre un’altra sanzione è stata inflitta alla Intermarket Diamond spa. Non solo. La Consob ha ravvisato nella vendita di diamanti tramite canale bancario un investimento finanziario a rischio e la Banca d’Italia ha stabilito che la banca che ha commercializzato diamanti avrebbe dovuto prestare la massima attenzione alle esigenze del cliente, verificare la congruità dei prezzi, e predisposto procedure volte a garantire la massima trasparenza informativa, l’effettivo valore commerciale e la possibilità di rivendita delle pietre preziose assicurando la consapevolezza dell’investimento e il rispetto delle regole.
Secondo la denuncia presentata agli inquirenti dall’imprenditore, la filiale del Banco BMP di Castelnuovo molto probabilmente aveva un budget da raggiungere. Piazzando alla clientela i brillanti da investimento, faceva intermediazione tra la società IDM spa e il cliente-imprenditore invogliato all’acquisto che tra l’altro sostiene di aver versato significative commissioni sui contratti stipulati e che le pietre sono state vendute ad un prezzo nettamente superiore rispetto al reale valore sul mercato. Da lì la denuncia in procura. —
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