Il Tirreno

Lucca

l’appello  

«Troppi bar e automobili, stanno distruggendo Lucca»

Lungo intervento del comitato “Residenti a difesa della città”  che chiede al sindaco  di prendere provvedimenti in difesa del centro storico 

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LUCCA

«I bar e le auto sono due agenti patogeni che distruggono Lucca». A dirlo in una nota è il comitato “Residenti a difesa della città”. «La città è sporca, stanca, degradata - si legge in una nota firmata dalla portavoce del comitato, Laura Di Simo - passeggiando per la città, in aree particolari come via Fillungo o piazza San Michele, capita di trovare in sosta o in movimento auto private che fanno lo slalom tra i tavolini dei bar o si incuneano nei cortili interni dei palazzi, creando ovviamente non pochi disagi. Viene da chiedersi allora: che fine ha fatto l'isola pedonale? Quanti permessi in deroga vengono concessi per una viabilità percorribile solo dai mezzi pubblici e dalle ambulanze?». Secondo il comitato, per quanto riguarda il numero di locali «la moratoria è arrivata troppo tardi: nell'attesa che si completasse l'iter burocratico, è stata concessa licenza di apertura a un numero indefinito di piccoli happy hour, tirati su molto frettolosamente, magari senza le dovute norme igieniche: i bagni. E anche per questo che la città è sporca!». A proposito delle auto invece il problema è l’aumento dei parcheggi a pagamento in centro storico: «questo significa auto in continuo movimento e aria sempre più inquinata: ne fanno le spese gli alberi delle mura e il verde cittadino, i monumenti, e, non ultima, la salute di coloro che lo frequentano!».

Il caso più eclatante per i “Residenti a difesa della città” è rappresentato dall'ex caserma Lorenzini. «In una porzione dell'area, scavi del 2015 hanno riportato alla luce tracciati di vecchie strade, tombe medievali e altri reperti che oggi marciscono sotto strati di immondizia d'ogni genere scaricati lì e mai più rimossi. La porzione rimanente - si legge ancora - per gran parte dell'anno è occupata dall'antenna Vodafone, un “ordigno” che incombe sulle finestre e i tetti delle abitazioni, senza che i proprietari o inquilini delle stesse possano esprimere un parere in proposito. Su tutto questo scempio si prospetta l'istallazione di un parcheggio a pagamento, progettato dalla Metro, che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale. I residenti della zona abitanti dei palazzi che si affacciano su quel disgraziato cortile hanno più volte cercato di spiegare a consiglieri e assessori la loro contrarietà al progetto, proponendo soluzioni alternative, più logiche e più vivibili, ma hanno ricevuto sempre risposte vaghe, confuse, contraddittorie. Ci rivolgiamo dunque - conclude il comitato - al sindaco, che sappiamo essere uomo di cultura nonché professore, certi che non ci deluderà. Pensi alle nuove generazioni, ai giovani con cui lei ha lavorato: come potranno imparare il rispetto per l'ambiente, per i monumenti e per le persone fisiche, se l' amministrazione da lei diretta da simili prove di sé?». —

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