Il Tirreno

Lucca

CASTELNUOVO 

Dopo sei anni il giudice sancisce la genuinità del farro della Garfagnana

Luca Tronchetti

GARFAGNANANon c’è alcuna distinzione tra il farro biologico e il farro IGP che indica un marchio di origine geografico protetto. A stabilirlo nel corso di un processo è stato il giudice Matteo...

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GARFAGNANA

Non c’è alcuna distinzione tra il farro biologico e il farro IGP che indica un marchio di origine geografico protetto. A stabilirlo nel corso di un processo è stato il giudice Matteo Marini che ha assolto Lorenzo Satti, presidente della cooperativa Alta Valle del Serchio, finito sotto processo con l’accusa di frode in commercio. Una vicenda che risale al 2012 quando i carabinieri del Nas, assieme ai militari della Forestale, effettuarono controlli nei silos dove erano stoccate varie tipologie di farro, la prima forma di frumento coltivata dall'uomo. Attraverso, non tanto i controlli a campione, quanto la visione dei documenti di ingresso e di carico e scarico del farro, emerse che il farro biologico e quello IGP venivano mescolati. Da lì i militari compilarono un verbale nel quale si riteneva che questa miscellanea non fosse lecita arrivando ad ipotizzare una frode in commercio per la mancata suddivisione tra i due tipi di farro: uno a denominazione di origine controllata e l’altro legato all’assenza di prodotti chimici nella coltivazione. E come responsabile oggettivo veniva indicato il presidente della cooperativa Alta Valle del Serchio garante della genuinità del prodotto.



A sei anni di distanza da quella denuncia penale si è arrivati, prima da una citazione a giudizio e poi, dopo alcune udienze, ad una sentenza di assoluzione piena nei confronti di Lorenzo Satti. A fugare ogni dubbio è stato il consulente del giudice, il professor Remigio Tallarico, ricercatore in pensione del dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente. L’esperto ha chiarito che il farro IGP e quello biologico sono per conformazione praticamente identici perché nessun produttore usa concimi chimici o anticrittogamici per la coltivazione. Anzi, i sistemi di controllo dell’IGP sono addirittura più stringenti del biologico. Alla fine quindi dalla conclusione del processo sorge spontaneo lo spot: mangiate tranquilli il farro della Garfagnana. —

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