Il dolore
A scuola senza lavagne e non suona la campanella
I disagi non finiscono per gli studenti del Paladini alloggiati al Campo di Marte Gli studenti lamentano anche le cattive condizioni dei servizi igienici
LUCCA
In classe mancano le lavagne e non ci sono le campanelle a scandire l’inizio e la fine delle lezioni.
La prima settimana a scuola per i ragazzi che frequentano il Paladini - trascorsa a turni alterni all’interno di una sede temporanea ricavata nella palazzina dell’ex centro trasfusionale al Campo di Marte dopo lo sgombero obbligato dell’edificio di via San Nicolao risultato non conforme dal punto di vista sismico - è stata all’insegna del disagio.
Carenze che vanno ad aggravare una situazione già complicata per gli studenti delle dodici classi sistemati al pian terreno dello stabile “costretti” appunto, a causa della carenza degli spazi, fino al 1° ottobre - data entro la quale i lavori di montaggio dei prefabbricati dovrebbero essere conclusi - ad andare a scuola per tre ore (da cinquanta minuti) al giorno divisi in due turni: alcune classi infatti, fanno lezione dalle 8 alle 10.25, altre dalle 10.35 alle 13.
Lezioni che, come hanno spiegato alcuni studenti, si svolgono in aule in cui mancano anche le strumentazioni di base come le lavagne e con i professori costretti a non perdere di vista l’orario perché non sono state installate le campanelle di avviso di inizio e fine delle lezioni.
La speranza di studenti e genitori ora è quella che la predisposizione dei moduli prefabbricati avvenga nei tempi previsti e che magari già la prossima settimana qualche classe possa essere trasferita in questi spazi.
Studenti che ci tengono a sottolineare che, soprattutto la mancanza delle campanelle, rappresenti un disagio non indifferente nell’organizzazione delle lezioni.
Anche perché ad esempio è capitato che alcuni di loro, usciti da scuola con un leggero ritardo perché il professore magari impegnato nello svolgimento della lezione non si era accorto dell’orario, abbiano perso l’autobus.
Un disagio per il quale i ragazzi hanno paura che non sarà trovata una soluzione nemmeno quando le classi saranno trasferite nei moduli prefabbricati.
Attraverso l’ex attivista studentesco lucchese, Michele Sarti Magi, gli studenti del Paladini-Civitali hanno anche fatto sapere che i bagni al primo piano dell’ex centro trasfusionale sarebbero già inutilizzabili per un problema di intasamento e che quindi per i circa 250 studenti, ai quali si aggiungono poi i professori, rimarrebbe agibile solo il bagno al pian terreno.
La Provincia, contattata dal Tirreno, dichiara di non essere stata messa a conoscenza di questo disservizio. Per quanto riguarda invece il Civitali, alcuni studenti - che sono stati sistemati all’interno del locali ricavati nel padiglione lato stadio dell’Itc Carrara - contestano il fatto che sia stato predisposto un “confine” tra i due istituti utilizzando un nastro segnaletico bianco e rosso anche perché pare, sempre stando a quanto riporta Sarti Magi, che siano anche state introdotte sanzioni disciplinari per chi si azzarda a superare il confine. —
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