Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Metadone a due ragazze, medico a giudizio

L.T.

Accusato di concorso nella cessione di sostanze stupefacenti si difende: «Le fiale sono state fornite per usi terapeutici»

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GRAGNANO

La sospensione dall’esercizio della professione ha cessato i suoi effetti da mesi e il medico di base ultrasettantenne e residente a Gragnano può tornare liberamente ad esercitare. Ma le accuse, particolarmente gravi, rivolte contro di lui restano. Il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti infatti lo ha rinviato a giudizio - il processo inizierà il 21 dicembre - con l’accusa di concorso nella cessione di sostanze stupefacenti a due ragazze poco più che maggiorenni residenti nella zona di Pontedera. Per gli investigatori, il professionista - odontoiatra e medico di base - avrebbe fornito di metadone le due giovani pazienti, entrambe con problemi di tossicodipendenza, una delle quali sostiene di essersi legata sentimentalmente a lui nonostante la grande differenza di età.

I FATTI CONTESTATI

Un’indagine nata casualmente dopo una telefonata arrivata alla centrale operativa della polizia in seguito ad un furibondo litigio in una casa nella zona di Pontedera tra una ragazza di 19 anni e il suo coinquilino che la stava minacciando. Arriva una pattuglia per sedare gli animi e nota su uno scaffale una quarantina di fiale di metadone. Da lì parte la segnalazione ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei carabinieri di Livorno che effettuano un blitz tra settembre e ottobre 2017 e trovano un centinaio di fiale monodose. Interrogata la ragazza, con gravi problemi di tossicodipendenza, racconta che la sostanza - sostituto di sintesi dell’eroina e analgesico paragonabile alla stessa sostanza stupefacente - gliela forniva un medico della Piana. E non l’unica.

Un’altra giovane donna, sempre della stessa e anche lei finita nel vortice della droga, sostiene di aver ottenuto il metadone da quel professionista odontoiatra e medico di base dell’Asl 2.

accusa E DIFESA

Per la procura il professionista usava indebitamente il ricettario del medico di base per acquistare, sempre nella stessa farmacia della Piana, dosi massicce di metadone monodose. Per il legale dell’imputato, avvocato Fabrizio Ungaretti, il comportamento del suo assistito è legittimato dalla legge. Esiste una norma che consente al medico di approvvigionarsi, attraverso apposita prescrizione, di metadone a uso personale ambulatoriale. Quindi l’accusa non sarebbe fondata. A stabilire esattamente come stanno le cose sarà adesso il giudice del dibattimento.

L.T.

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