Il Tirreno

Lucca

causa con il pucciniano 

Colombini perde il primo round «Ma ricorreremo in appello»

Rossella Lucchesi
Colombini perde il primo round «Ma ricorreremo in appello»

Il promoter aveva chiesto al Festival tre milioni e mezzo di risarcimento dopo essere stato assolto in sede penale. Ma per il Tribunale è troppo tardi

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LUCCA

«L’associazione culturale “Puccini e la sua Lucca festival” può tranquillamente portare questo nome, perché niente ha a che vedere con il festival Puccini di Torre del Lago, al quale non ha assolutamente sottratto la denominazione. Poco importa se la questione andrà avanti. Noi attendiamo serenamente la sentenza definitiva e nel frattempo impugneremo la senternza in appello. Ho la massima fiducia nella magistratura e nell’operato dei miei legali». È ottimista Andrea Colombini, patron del sodalizio intitolato al celebre compositore lucchese e alla sua città natale, malgrado la decisione del Tribunale di Lucca emessa due giorni fa circa la domanda di risarcimento del danno, proposta contro la Fondazione Festival Pucciniano, rigettata dal giudice in primo grado. «Sentenza che - commentano gli avvocati Chiara Bimbi e Armando Pasquinelli, ci ha molto stupito per i suoi contenuti e che lascia spazio a parecchi dubbi».

Tutto ebbe inizio nel 2008 quando Colombini fu querelato dal festival di Torre del Lago e inibito all’uso del termine Festival Puccini dal tribunale dei Marchi e Brevetti di Firenze. Condannato in primo grado dopo sei anni, Colombini venne successivamente assolto alla prima udienza di appello. Ne seguì una richiesta di risarcimento quantificata in 3 milioni e mezzo di euro per danni personali, d’immagine e professionali subiti dallo stesso Colombini e dai sodalizi associativi che egli rappresenta.

Tuttavia, martedì scorso il Tribunale di Lucca si è pronunciato con una sentenza, mediante la quale il giudice afferma «la legittimità in astratto dell’azione risarcitoria per la condotta diffamatoria inerente l’attribuzione di un reato non commesso» ma considera il diritto prescritto. Una causa, quella istruita dal Pucciniano, durata oltre quattro anni e iniziata pochi mesi dopo la sentenza assolutiva della Corte d’appello nei confronti di Andrea Colombini che non era legale rappresentante dell’associazione citata e non aveva svolto nessuna attività sotto questo aspetto.

«La richiesta dei danni era dunque più che lecita, precisa l’avvocato Bimbi, dato che in seguito alla querela, diversi enti avevano cessato i rapporti col mio assistito, a causa dell’invio di una serie di lettere a discredito della rassegna che da quindici anni porta alto il nome di Lucca e di Puccini nel mondo. Ci sorprende dunque, prosegue l’avvocato, che il giudice non abbia negato il diritto a Colombini ritenendo che fosse prescritto, perché per il magistrato il risarcimento del danno sorgeva nel giugno 2008, al momento della querela».

Decisione del tutto contraddittoria, a giudizio dei legali, in quanto la stessa sentenza ha anche annullato la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla fondazione Puccini per lite temeraria. Il giudice riconosce quindi indirettamente a Colombini il risarcimento dei danni e rigetta tutte le domande, ma gli addebita le spese quantificate in circa 22mila euro. —

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