Il dolore
Aggrediti i volontari della Misericordia
L’allarme del Governatore Gabiele Brunini: «Bisogna rivalutare i protocolli per garantire maggiore sicurezza»
Borgo
Anche tre volontari della Misericordia di Borgo a Mozzano (oltre ai due carabinieri) sono stati aggrediti e hanno ricevuto sputi in faccia, negli occhi e in bocca nel corso di un intervento svolto nella notte tra lunedì e martedì a Chifenti.
Alcuni residenti della zona vecchia del paese, intorno alle ore 23 di lunedì, hanno chiamato i Carabinieri infastiditi dal volume alto della musica proveniente da una abitazione. All’arrivo della pattuglia, un ragazzo marocchino di 26 anni presente nell’abitazione da cui proveniva la musica, ha dato in escandescenze insultando i militari e tirando contro di loro un sasso e una bottiglia di vetro e poi ha sputato nell’occhio di uno dei due Carabinieri.
Stessa scena si sono trovati di fronte i volontari della Misericordia di Borgo a Mozzano che sono arrivati sul posto con una ambulanza con medico a bordo. Anche contro di loro il marocchino ha sputato in bocca e a tirato dei calci.
«Siamo molto preoccupati - afferma il Governatore della Misericordia Gabriele Brunini - per i rischi che corrono in queste occasioni i volontari della Misericordia e delle altre associazioni, che intervengono “per aiutare il prossimo bisognoso” e vedono messa a rischio la loro incolumità. Nell’episodio avvenuto a Chifenti - prosegue Brunini - ad essere colpiti con sputi in faccia e calci sono stati anche i volontari della Misericordia, intervenuti con l’ambulanza medicalizzata inviata dalla centrale del 118. L’equipaggio era composto da tre volontari (un autista e due soccorritori) oltreché dal medico in servizio per conto del 118. Una delle volontarie è dovuta ricorrere, addirittura, agli accertamenti del Pronto Soccorso, a scopo cautelativo, visti gli sputi ricevuti in faccia e in bocca.
«Anche un altro volontario è stato colpito da un calcio, fortunatamente senza conseguenze. Questo tipo di interventi, oltreché sanitari e sociali, investono anche la sfera dell’ordine pubblico, con conseguenze evidenti per la sicurezza delle persone coinvolte. Le nostre perplessità sono riferite in particolare al fatto che il giovane, che aveva dato in escandescenze, sia pure “sedato”, è stato trasportato sull’ambulanza ammanettato.
«È evidente - conclude Brunini - che i protocolli di intervento in questi casi hanno bisogno di essere rivalutati, con riferimento alla sicurezza ed alla tutela di tutte le persone coinvolte. Per il mio ruolo sono in obbligo di tutelare, per primi, i generosi volontari della mia associazione».
Il giovane è stato processato presso il Tribunale di Lucca martedì mattina con rito direttissimo, patteggiando una pena di 8 mesi che è stata sospesa. —
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