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la polemica 

Turismo, bufera sui lavori «C’è un conflitto di interesse»

Turismo, bufera sui lavori «C’è un conflitto di interesse»

Santini ha ascoltato in commissione di garanzia l’assessore e il dirigente «Contraddizioni su una dipendente comunale che ha rapporti con la ditta»

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LUCCA

«Non sono soddisfatto dei chiarimenti forniti dal dirigente Giovanni Marchi e dall'assessore Stefano Ragghianti sulle due determine con cui sono stati affidati alla ditta Mtd di Lucca per un totale di quasi 40mila euro, una per la produzione di materiale promozionale e l'altra per la manutenzione dei siti turistici: anzi, dalla seduta sono emerse delle clamorose contraddizioni». È il commento di Remo Santini, presidente della commissione controllo e garanzia del Comune di Lucca, in merito alla riunione da lui convocata sulla vicenda.

«Si è addirittura cercato di non parlare dell'oggetto in discussione, ovvero della regolarità del procedimento, in quanto una dipendente dell'ufficio turismo ha rapporti con la ditta che poi si è aggiudicata i lavori, tanto da comparire in un convegno in cui è citata come rappresentante Mtd - aggiunge Santini -. Inizialmente il dirigente ha assicurato che non c'era alcun conflitto di interesse per quel caso, in quanto non veritiere le notizie su rapporti di collaborazione tra l'impiegata stessa e la ditta vincitrice dei due appalti stabiliti con affidamento diretto, poi sul finire della seduta (quando è stata esibita la documentazione che smentiva quella teoria) allora ha parlato di collaborazioni esistenti ma a titolo gratuito, affermando che si sapeva dei rapporti finiti nel mirino. Non solo, risulta che gli appalti siano stati affidati senza che nessuna ditta avesse proposto un ribasso, mentre il dirigente lo ha negato. Al di là di tutto, riteniamo grave che si sia affermato che è stupido interrogarsi sulla materia. Per noi è il contrario».

Santini continua l’attacco: «Prendiamo atto delle dichiarazioni di Marchi e dell'assessore, secondo i quali questa collaborazione e conoscenza tra titolare della ditta e la dipendente dell'ufficio non ha avuto niente a che fare con gli atti che poi hanno portato individuare a chi doveva essere affidato l'appalto. Ma abbiamo visto palpabile imbarazzo: speriamo che questa vicenda possa portare l'amministrazione a eseguire maggiori controlli, anche perchè ogni dipendente, in base al regolamento sulla trasparenza, deve firmare per legge una dichiarazione in cui si attesta di non aver avuto rapporti nel triennio precedente con le ditte con cui poi si lavora». —

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