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in via elisa 

Con l’inizio della scuola ritorna la sosta selvaggia

Luigi Spinosi
Con l’inizio della scuola ritorna la sosta selvaggia

Caos ieri mattina nella zona di Porta Elisa con decine  di auto parcheggiate dove non è consentito che hanno causato diversi rallentamenti

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Anno (scolastico) nuovo, problema vecchio. Il via alle lezioni, avvenuto ieri sotto una pioggerellina passeggera (evidentemente scambiata da molti in una tempesta), ha riproposto, in via Elisa, il vecchio problema del “minutino”. Un “minutino” è l’unità di tempo immaginaria utilizzata per giustificare azioni scorrette con la loro durata limitata nel tempo. Provate a immaginare cosa succede quando la stessa “filosofia” viene adottata contemporaneamente e nello stesso posto da decine e decine di persone. Immaginare? No, non ce ne è bisogno, bastava passare ieri all’orario di ingresso e di uscita da scuola in via Elisa. Sì, perché secondo un copione ormai collaudato, in tanti ritengono indispensabile dover portare i figli davanti al portone della scuola. Ed è così che, nonostante in zona non vi siano più gli istituti Civitali e Paladini ieri mattina puntuale si è verificato il caos. Già prima di entrare da Porta Elisa, con auto in sosta (senza nessuno sopra) all’immissione dalla rotonda in quella che dovrebbe essere una corsia di marcia. Poi, passata la Porta, l’inferno. Auto in sosta ai due lati (e su entrambi è vietato) di via Elisa, nel migliore dei casi sul marciapiede. Ma non sempre, come nel caso del tratto all’altezza di piazza San Ponziano, dove da un lato una Skoda, parcheggiata in mezzo alla carreggiata, faceva pendant con una Lancia Y in sosta alla stessa altezza, dall’altro lato della strada, a un mezzo metro abbondante dal margine della strada. Il risultato? Una sola (stretta) carreggiata per un doppio senso di marcia. Eppure lì, a pochi metri di distanza (se davvero di un “minutino” si tratta) posti dove lasciare l’auto senza creare problemi ci sono, per esempio in via dei Bacchettoni, o nella semideserta via Passi. Certo, sempre che uno sia disposto all’immane sacrificio di fare qualche decina di metri di camminata in più. E, a proposito di via Passi, da segnalare un altro parcheggio geniale, quello di una Volkswagen proprio sotto il semaforo all’ingresso della strada che, messa lì, bloccava l’accesso almeno fino a quando non diventava verde per le auto in uscita. —

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