Sicurezza
«Colpita alla testa da una “cinghiata” quando il vetro si è frantumato»
La 27enne che stava sul sedile posteriore della Opel ha riportato un lieve trauma cranico: «Sono sbucati all’improvviso»
Lucca
«Ho preso una “cinghiata” in testa ma più delle botte addosso mi è rimasta la paura». Parla con un filo di voce la 27enne aretina che domenica, assieme all’amica e alla madre di quest’ultima, si trovava nella macchina presa a mazzate da una quindicina di “tifosi” della Lucchese, al termine della partita tra i rossoneri e l’Arezzo. La ragazza – di cui non rileviamo il nome per tutelarne la serenità già abbastanza provata dall’episodio – era seduta sul sedile posteriore della Opel e nel momento in cui il lunotto è andato in frantumi ha preso anche una botta in testa. «Mi hanno colpito con la fibbia di una cintura – dice – Tant’è che al Pronto soccorso mi hanno dato tre giorni di referto per trauma cranico. È stato tutto molto concitato e non sono riuscita a vedere granché. Erano 10-15, sulla trentina, a volto scoperto. Sono spuntati all’improvviso armati di spranghe e catene. Quanto è durato? Non lo so. Ricordo solo che quando la mia amica è riuscita a ripartire, ho visto questo gruppo di invasati che ci veniva dietro di corsa con le spranghe. Avevano la cattiveria addosso».
Una scena da incubo per tre donne (di cui una di 77 anni) che sono abituate da tempo a frequentare gli stadi e che mai si erano trovate in un marasma simile. «E non ce lo aspettavamo proprio – prosegue la 27enne – Durante la partita non c’erano stati episodi particolari o screzi tra le tifoserie. Al fischio finale ci siamo avviate verso l’uscita. Prima di darci il via libera gli steward ci hanno fatto attendere 5-10 minuti sotto lo stadio, poi ci hanno detto che potevamo andare. Ci siamo avviate tranquillamente nella zona dei parcheggi dove avevamo lasciato le auto (nei pressi del Campo di Marte) e da lì ci siamo rimesse in moto verso casa insieme agli altri tifosi finché non è accaduto il fatto, dopo appena pochi metri».
Stando alla testimonianza delle tre donne non c’erano poliziotti in quella parte dello stadio: eppure finché il deflusso dei tifosi non è completo qualcuno dovrebbe vigilare sull’area attorno allo stadio, per evitare che le due tifoserie possano venire a contatto. «No, – conferma la 27enne – non c’era proprio nessuno. Anche dopo, quando ci siamo fermate per chiamare aiuto, la volante della polizia ha tardato ad arrivare. Abbiamo addirittura dovuto chiamare un paio di volte». —
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